C’È POSTA PER TRE.
PRIME OSSERVAZIONI A MARGINE DELLA LETTERA DEL PRESIDENTE NAPOLITANO INVIATA AI PRESIDENTI DELLE CAMERE ED AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO IN ORDINE ALLA CONVERSIONE DEL C.D. DECRETO MILLEPROROGHE*

 

SOMMARIO: 1. Premessa - 2. Una lettera in anticipo - 3. Il decreto-legge tra Quirinale e Parlamento - 4. Le censure mosse dal Presidente della Repubblica: cenni introduttivi - 5. (Segue): l’eterogeneità degli emendamenti al convertendo decreto - 6. (Segue): la carenza dei requisiti di straordinaria necessità e urgenza - 7. La sponda mancante: l’emendabilità della legge di conversione nella sent. n. 355 del 2010 della Corte costituzionale - 8. Rinvio della legge di conversione e decadenza del decreto legge - 9. Postilla.

1. Premessa.
È indubbio che il passaggio dal parlamentarismo consensuale a quello (tendenzialmente) maggioritario abbia avuto riflessi di non poco momento sulle funzioni e sui poteri del Presidente della Repubblica . A fronte della perdita di influenza del Capo dello Stato nel procedimento di formazione del Governo, infatti, v’è stato un «rafforzamento nell’esercizio dei poteri presidenziali di controllo-garanzia in senso stretto, destinati a controbilanciare il maggior peso politico assegnato, attraverso la legge elettorale, alle forze di maggioranza» : prova ne sia l’utilizzo che ha fatto il Presidente Ciampi del potere di rinvio ex art. 74 Cost. , innovativo rispetto al passato tanto quantitativamente quanto qualitativamente .