La dignità umana è assunta come valore centrale e distintivo dei sistemi giuridici occidentali ed è indicata, al medesimo tempo, come loro fondamento e telos intrinseco.
L’indiscussa centralità che a questo valore si attribuisce si scontra, però, con la difficoltà a definirne in modo univoco i contenuti. 
Questo lavoro si propone di approcciare lo studio del principio giuridico della dignità umana muovendo da una prospettiva positiva e funzionale e indagandone il comportamento a partire dai territori di confine dello status del lavoratore (e della sua retribuzione) e dell’embrione.
L’interrogazione funzionale sembra restituire l’immagine di una dignità “asimmetrica”, la cui estensione non è determinata da una sempre eguale substantia humanitatis, ma dai diversi status giuridici cui essa è riferita e ai quali garantisce un diseguale accesso ai diritti.

 

Human dignity is regarded as the crucial and distinctive value of western legal systems and is listed, at the same time, as their foundation and intrinsic purpose (telos).
The undisputed centrality that is attributed to this value clashes, however, with the difficulty in defining its contents unequivocally.
This work aims to approach the study of the legal principle of human dignity building on a positive and functional point of view and investigating its behavior from the bordering grounds of the worker’s status (and his remuneration) and the embryo.
The functional questioning seems to provide the image of an "asymmetrical" dignity, whose extension is not determined by an always equal human essence (
substantia humanitatis), but by the different legal statuses to which it refers and to which it guarantees an unequal access to rights.