L’Autore commenta la sentenza n. 108 del 2016 della Corte costituzionale ove il giudice delle leggi, ancora una volta, fa applicazione del principio del legittimo affidamento. In particolare, la pronunzia desta particolare interesse per quel che attiene agli elementi rivelatori della posizione di affidamento. L’articolo si sofferma, principalmente, sul rapporto tra disposizioni incentivanti e legittimo affidamento sottolineando l’ampia nozione di legge incentivo accolta dalla Corte. Al contempo, però, si mette in luce la bontà della soluzione interpretativa fatta propria dalla pronunzia con riferimento alla salvaguardia del legittimo affidamento ingenerato dalle leggi di incentivazione. Desta, invece, delle perplessità la valutazione operata dal giudice costituzionale in ordine all’elemento temporale e al grado di consolidamento dell’affidamento.

 

The author comments on the 2016 ruling n. 108 of the Constitutional Court where the court of law, once again, makes application of the principle of legitimate expectation. In particular, the ruling is of particular interest for what concerns the elements of indication about the rely position. The article focuses mainly on the relationship between incentive measures and legitimate expectations by stressing the broad notion of incentive law upheld by the Court. At the same time, however, it highlights the adequacy of the interpretative solution endorsed by the ruling with regard to the protection of legitimate expectations engendered by the incentive laws. However, some concerns are awokenby the assessment of the Constitutional Court according to the element of time and the degree of reliance consolidation.