Dove c'è una preclusione legislativa  ai benefici penitenziari ci sono sempre un giudice spogliato della sua funzione e una pena privata della sua finalità rieducativa. La tesi del saggio è dimostrata sul fronte costituzionale, analizzando l'art. 4-bis ord. penit., la relativa giurisprudenza costituzionale, la legge di delega n. 103 del 2017, la quaestio legitimitatis pendente sull'art. 58-quater, comma 4, ord. penit. Le criticità degli automatismi legislativi in ambito penitenziario esondano anche in violazione della CEDU, come dimostra la giurisprudenza europea in tema di pena perpetua non riducibile: il saggio la ricostruisce e ne fa uso per prevedere gli esiti del ricorso Viola c. Italia, che porta finalmente davanti alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo l'ergastolo ostativo. In appendice, è riprodotto l'Amicus Curiae depositato a Strasburgo da alcuni giuristi italiani a supporto della violazione convenzionale.   
 
The existence of a ‘legislative foreclosure’ always means the existence of a judge without chance to judge and a penalty without re-socialization purpose. This is the main thesis of the essay. This thesis is demonstrated from a constitutional point of view, by analyzing article 4-bis of the Penitentiary Law, the relevant constitutional jurisprudence, the delegation law no. 103 of 2017 and the quaestio legitimitatis pending on article 58-quater comma 4 of the Penitentiary Law. The critical features of the ‘legislative automatisms’ in the penitentiary law also violate the European Convention, as it is possible to show analyzing Strasbourg’s case law on reducible Life Imprisonment. The essay examines this jurisprudence, using it to predict the outcome of the Viola c. Italy case, which at last brings the Italian Perpetual Life Imprisonment to the Court. In the appendix, it is attached the Amicus Curiae presented by some Italian jurists in Viola v. Italy case.