Il saggio compara la giurisprudenza di legittimità sul limite dell’ordine pubblico “internazionale” in relazione al riconoscimento delle sentenze e atti stranieri e in relazione al riconoscimento delle sentenze ecclesiastiche di nullità matrimoniale. I percorsi sono inversi: nel primo caso si parte da un iniziale rigore nell’interpretazione del limite e si giunge ad una effettiva inoperatività dello stesso; nel secondo caso si parte da una indiscriminata apertura al riconoscimento delle pronunce e si giunge ad una rigida chiusura. Entrambi i percorsi, peraltro, approdano ad un interpretazione del limite dell’ordine pubblico sganciato dalla normativa interna e ancorato soprattutto alla tutela dei diritti fondamentali dell’uomo così come previsti dalle Carte dei diritti e come interpretati dalle Corti europee.

 

The essay analyses the notion of “international public order” as it results from the Italian case law, scrutinizing in particular the enforcement of foreign judgements and the recognition of decisions adopted by Ecclesiastical Courts that declares marriage annulment. In the first case, the case law shows a relevant change from the initial strict interpretation of this limit into its substantive inoperativeness. On the contrary, in the second case, the Italian ordinary judge starts from a wide recognition of the Ecclesiastical judgments but ends up ends up with a relevant restraint. Both approaches are characterized by an interpretation of the "public order" by and large disconnected from the internal legal system but strictly tied to the protection of fundamental rights as foreseen by the European Charters of fundamental rights and developed by the related Courts.