L’IMPONENTE SFORZO POLITICO-PARLAMENTARE PER “FRONTEGGIARE” LA RIPRESA DEI PROCEDIMENTI PENALI NEI CONFRONTI DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO BERLUSCONI


SOMMARIO: 1. Il vaglio delle proposte di legge “ad personam” dopo la bocciatura del “lodo Alfano”. – 2. La tattica del “doppio binario”: l’avvio dell’esame del legittimo impedimento alla Camera e la prosecuzione dell’iter del “processo breve” al Senato. – 3. Il passaggio in Aula alla Camera dei deputati. – 4. La rapida approvazione del legittimo impedimento al Senato. – 5. La promulgazione della legge n. 51 del 2010. – 6. La presentazione alle Camere del “lodo Alfano” costituzionalizzato. – 7. La giurisprudenza comune in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio ed il rinvio della legge n. 51 del 2010 alla Corte costituzionale. – 8. Le pericolose concessioni alla funzione di governo nella sentenza di annullamento parziale della legge sul legittimo impedimento del Presidente del Consiglio (Corte cost. n. 23 del 2011).

 

1. Il vaglio delle proposte di legge “ad personam” dopo la bocciatura del “lodo Alfano”

All’indomani della sentenza della Corte costituzionale n. 262 del 7 ottobre 2009 che dichiarava l’illegittimità della l. n. 124 del 2008 sull’immunità per le alte cariche (c.d. Lodo Alfano) riprendevano i processi penali a carico del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi dai quali avevano avuto origine le ordinanze di rinvio al giudice costituzionale e che erano stati nel frattempo sospesi in attesa della pronuncia della Corte. In particolare, risultavano ancora pendenti i due procedimenti di competenza del Tribunale di Milano nei quali Berlusconi era imputato per i reati, rispettivamente, di corruzione in atti giudiziari (in concorso con l’avvocato David Mills), e di appropriazione indebita, frode fiscale e falso in bilancio per aver costituito fondi neri in relazione alla compravendita di diritti televisivi .