Il presente contributo intende trattare il profilo della compatibilità tra il decreto legislativo n. 235 del 2012 ed il diritto a libere elezioni, di cui all’art. 3 del I protocollo addizionale alla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo. È nota la retroattività della c.d. Legge Severino, la quale detta disposizioni in materia di incandidabilità e divieto di ricoprire cariche elettive e di Governo conseguenti a sentenze definitive e di condanna per alcuni delitti non colposi, facendo discendere dal giudicato penale accertativo della commissione di uno dei reati indicati la decadenza dalla carica dell’eletto in corso di mandato. Leggi retroattive che intervengono in materia elettorale possono ledere l’affidamento legittimo di eletti ed elettori a che il mandato elettivo sia conservato (tendenzialmente) sino alla sua naturale scadenza ed il risultato elettorale e le preferenze espresse non siano modificate e/o frustate; istanze garantite e tutelate all’art 3 del I protocollo addizionale alla CEDU. È per questo che la Corte europea dei diritti umani ha posto il limite dei “motivi imperativi di ordine democratico” che devono giustificare l’adozione di normative che abbiano l’effetto di privare un individuo del diritto di ricoprire la funzione pubblica elettiva fino alla sua “ordinaria” cessazione. Nel presente contributo, allora, è oggetto di indagine la convenzionalità della c.d. legge Severino, in rapporto al parametro convenzionale citato, e la sussistenza di tali ragioni imperative a giustificazione della sua approvazione.

 

The essay focuses on the so-called Legge Severino (d.lgs. n. 235 del 2012), and on the compatibility within article 3 of Protocol n.1 to the European Convention of Human Rights – right of free election. As it is well known Legge Severino operates backwards, redefining the conditions to stand for elections and to sit as a member of Parliament once elected. Electoral retrospective legislation might violate the legitimate expectations of voters and candidates, guaranteed by art. 3 of Protocol n. 1. Thus, the European Court of Human right has established that there must be pressing significance to the democratic order, justifying the enactment of legislation. The essay focuses on the existence of this kind of significance, legitimating the enactment of Legge Severino.