Sommario: 1. Il Fiscal Compact e la crisi finanziaria dei Paesi europei del Mediterraneo. 2. La Spagna e il pareggio di bilancio: la revisione dell’art. 135 della Costituzione. 3. L’indebitamento delle Comunidades Autónomas. 4. La Cataluña e le rivendicazioni indipendentiste. Brevi osservazioni conclusive.

 


1. Il Fiscal Compact e la crisi finanziaria dei Paesi europei del Mediterraneo
La recente assegnazione del premio Nobel per la pace all’Unione europea evidenzia ancora una volta il valore della scelta compiuta dai ‘Padri fondatori’, cioè di dare vita, come è noto, ad un processo di integrazione tra i diversi Paesi europei teso a garantire la pace e la prosperità nel vecchio continente, soprattutto tra i due Stati, Francia e Germania, che nel corso dei secoli si sono contrapposti in molti eventi bellici . L’obiettivo era – e rimane – di natura prevalentemente politica per abbattere le divisioni e incomprensioni tra gli Stati e creare uno spazio comune di libertà, propedeutico ad una futura e auspicabile creazione degli Stati Uniti d’Europa.
Nel processo politico di integrazione, graduale e si spera irreversibile, il profilo economico non poteva non avere un ruolo determinante; ciò nonostante, sembra avere assunto, oramai da tempo, una valenza pervasiva e dominante rispetto ad altri valori, come quelli culturali, sociali e di tutela dei diritti fondamentali che tutti insieme contribuiscono alla ‘costruzione’ del δεμος europeo, quale condizione imprescindibile dell’unità politica . L’Unione europea si è indirizzata in modo palese a favore di un’economia libera di mercato che, però, in taluni casi si concilia problematicamente con le scelte costituzionali dei singoli Stati membri, favorevoli, nella maggior parte dei casi, ad un’economia mista caratterizzata dalla forte sensibilità sociale .