Il contributo muove dai dati forniti, nella letteratura scientifica internazionale, dalle scienze della vita e della terra, che testimoniano l’avvenuto ingresso dell’umanità in un’era di recessione ecologica senza precedenti. Da ciò emerge l’urgenza di un dialogo tra scienze non giuridiche e scienze giuridiche, al fine di fronteggiare, in coalizione transdisciplinare, una sfida di portata epocale per la specie umana.

Il diritto amministrativo rappresenterebbe uno dei terreni elettivi per misurare le potenzialità e le prospettive di tale dialogo. Tuttavia, gli schemi teorici tradizionali di ricostruzione di concetti-chiave quali quello di interesse pubblico (concepito come risultante concreta ex post che ripudia predeterminazioni a priori) e di discrezionalità amministrativa (simmetricamente intesa come bilanciamento mobile e variabile di interessi non gerarchizzati ex ante), finiscono per legittimare sequenze diacroniche di micro-recessioni dell’interesse all’integrità ecologica, apparentemente innocue in una prospettiva atomistica, ma in realtà esiziali in una prospettiva sistemica. Emerge pertanto la necessità di revisionare il paradigma dominante in seno al diritto amministrativo, per candidare quest’ultimo ad essere, per il futuro, custode della perpetuazione della vita alla scala ecologica, in quanto sostegno infungibile per evitare il declino – a breve termine – o il collasso – nel medio/lungo termine – della vita alla scala sociale e alla scala individuale.

Il contributo mette in evidenza la possibilità di inserzione, all’interno della teoria delle decisioni amministrative, di alcuni principi giuridici prospettati dalla dottrina nel dibattito in corso a livello internazionale, ancora non sanzionati ufficialmente sul piano del diritto positivo ma in via di graduale emersione, con particolare riferimento al principio di non regressione e al principio di resilienza.

 

 

This paper is based upon the data provided, in the international scientific literature, from the life and earth sciences, showing that humanity is running into an era of unprecedented ecological recession. It is evident from this that a dialogue between non-legal and legal sciences is becoming an urgent matter in order to face, in a transdisciplinary coalition, a momentous challenge for the human species.

Administrative law might provide an ideal breeding ground for measuring the potential and prospects of such a dialogue. However, the traditional theoretical frameworks for reconstructing key concepts such as the public interest (intended as a concrete ex-post result that cannot be predetermined a priori) and administrative discretion (symmetrically understood as a fluid and variable balancing of interests which are not ex-ante hierarchized), end up legitimizing diachronic sequences of micro-regressions – seemingly innocuous, in an atomistic perspective, but a deadly danger in a systemic perspective – of the interest in the ecological integrity. The need therefore arises to revise the dominant paradigms in administrative law, to candidate the latter to become, in the near future, a defender of the perpetuation of life on the ecological scale, as an irreplaceable precondition fo preventing the decline – in the short term – or the collapse – in the medium/long term – of life on the social and individual scales.

This paper highlights the possibility of inserting, within the theory of administrative decisions, some legal principles proposed by the doctrine in the ongoing debate at international level, not yet officially incorporated into positive law but gradually emerging: the principle of non-regression and the principle of resilience.