Le modifiche nella composizione dei gruppi parlamentari nella XVI Legislatura

Nonostante la (quasi) unanime determinazione da parte delle forze politiche di cercare di arginare il fenomeno del transfughismo (mettendo un freno “politico” alla composizione dei gruppi parlamentari nel senso di negare la formazione di gruppi che non abbiano una corrispondenza con una lista o una coalizione di liste presentatisi alle elezioni ), il 30 luglio 2010, nel corso di una legislatura che non si era contraddistinta per gli eccessivi “cambi di casacca” rispetto alle legislature passate , si è costituito, ai sensi dell’art. 14, co.1. del Regolamento della Camera dei Deputati, il gruppo parlamentare di “Futuro e Libertà. Per l’Italia”, dopo mesi di contrasti e fratture all’interno della maggioranza, culminate in uno scontro diretto tra il Presidente della Camera, l’On. Gianfranco Fini e il Presidente del Consiglio, l’On. Silvio Berlusconi, entrambi cofondatori del partito del Popolo delle Libertà .
Contestualmente, il 2 agosto, Fli nasceva anche al Senato ma “numericamente” il nuovo gruppo non avrebbe potuto mettere a repentaglio la maggioranza di governo. Forse questa è anche la ragione per la quale, le vicende modificative nella composizione dei Gruppi al Senato non hanno notizie rilevanti da registrare, se non fino al 2 marzo 2011, giorno in cui, in seguito all’annuncio di costituzione di un nuovo gruppo parlamentare “Coesione Nazionale”, formato anche ad opera di tre ex-finiani, il gruppo di Futuro e libertà per l’Italia veniva dichiarato sciolto per insussistenza del numero minimo di costituzione di un gruppo parlamentare, ex art. 14, comma 6 del Regolamento del Senato.