Il presente studio si propone di indagare in senso critico una questione definitoria che, sebbene molto rilevante, allo stato sembrerebbe essere stata trascurata: la (presunta) funzione autenticamente interpretativa dell’art. 27, comma 1-bis del Codice del consumo, introdotto nel 2014 con lo scopo di fare chiarezza sul riparto di competenze tra Agcm e Autorità di settore in materia di pratiche commerciali scorrette. In tempi in cui la teoria dei contro limiti è entrata nel dibattito quotidiano, sembra opportuno compiere uno sforzo per essere i primi garanti delle proprie tradizioni costituzionali.

 

The paper aims to focus on (and, to a certain extent, to challenge) a defining issue which, albeit very important, to date seems to be left aside: the (ruled) “authentic interpretation” function of art. 27, 1-bis of the Italian Consumer Code, introduced in 2014 in order to make clear the distribution of enforcement powers in the field of Unfair Commercial Practices (UCP), namely between the Italian Competition Authority (ICA) and the Italian Regulatory Authorities (IRAs). In times where counter-limits doctrine has become part of the daily chronicle, it seems paramount to be the first guardians of our constitutional traditions.