L’articolo si incentra sul tipo di sindacato che la Corte costituzionale può svolgere sull’entità della sanzione penale, alla luce del principio di proporzionalità e della finalità di rieducazione del reo. Nella maggior parte dei casi il Giudice costituzionale ha svolto questa valutazione, resa particolarmente delicata per la presenza in materia di una riserva di legge, rapportando la sanzione ad un tertium comparationis. Alcune decisioni, tuttavia, meritano di essere segnalate per aver la Corte in un certo senso svolto un sindacato di ragionevolezza intrinseca della norma, incentrato sul rapporto di proporzionalità tra disvalore della condotta e intensità della pena; sebbene anche in questi casi la Corte sia in definitiva costretta ad appoggiarsi alla sanzione prevista per un reato ‘comparabile’ al fine di individuare quella subentrante alla censura.

The paper focuses on the scrutiny that the Constitutional Court might apply as to the extent of criminal punishments, taking into account both the principle of proportionality and the aim of the rehabilitation of convicted persons. In most cases, in fact, the Constitutional Court conducts this evaluation, which reveals to be particularly complex because of the principle of legality in criminal law, by comparing the punishment in question with a tertium comparationis. Some judgements, instead, distinguish themselves because the Court carried out a scrutiny of inner rationality, based on the recurrence of a proportionality link between the gravity of the offense and the severity of the punishment; although in these cases the Constitutional Court is ultimately forced to rely on the punishment provided for a ‘comparable offence’ in order to identify the penalty to be provided after the declaration of constitutional illegitimacy.