Nell’esaminare le conseguenze che l’odierno fenomeno migratorio produce sugli ordinamenti, il contributo si sofferma sulla ‘dicotomia’ normativa che pare determinarsi tra un incondizionato dovere di accoglienza e l’altrettanto imprescindibile diritto di respingimento dello straniero da parte dello Stato. Si ritiene peraltro che riconoscere tale ‘tensione’ non significhi propendere necessariamente per l’apertura incondizionata all’immigrazione o, al contrario, per una ostile e rigida chiusura dei territori. Nel più corretto ed equilibrato tentativo di conciliare le opposte posizioni occorre piuttosto distinguere tra due situazioni: quella in cui deve operare una ospitalità assoluta e necessaria e quella in cui si può invece realizzare un’accoglienza ‘qualificata’, purché in coerenza con i valori sovrani dell’ordinamento.

 

According to exam of today's migratory phenomenon’s consequences on legal systems, the paper dwells upon the normative ‘dichotomy’ between an unconditional duty of hospitality and the indispensable right of rejection of the foreigner by the State. The recognition of this ‘tension’ does not necessarily mean an unconditional immigration’s opening or, conversely, an hostile and rigid closure of the territories. Attempting to reconcile in right and balanced way the opposing positions, the paper distinguishes between two situations: the first, an absolute and necessary hospitality, and the second, a ‘qualified’ reception provided the respect of the system’s sovereign values.