UNA PRIMA LETTURA DEL DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE DI RIFORMA DEL TITOLO IV, PARTE II, DELLA COSTITUZIONE

SOMMARIO: 1. Premessa. - 2. Le proposte di revisione costituzionale delle norme sulla magistratura di iniziativa parlamentare, con particolare riferimento alla XVI legislatura. - 3. La presentazione alle Camere del disegno di riforma costituzionale di iniziativa governativa. - 4. Analisi del progetto di riforma del Titolo IV, Parte II, della Costituzione.


1. Premessa.

L’assetto costituzionale del potere giudiziario e, in particolare, la presunta inadeguatezza del «sistema giustizia» italiano rispetto alle esigenze dell’organizzazione sociale, sono da anni al centro del dibattito pubblico e alla base della convinzione delle forze politiche della necessità di vaste riforme dell’organizzazione giudiziaria e dei processi.
Tra gli elementi di «criticità» del nostro modello di ordinamento giudiziario, sono stati evidenziati due profili in particolare, tra loro collegati: da un lato, la mancata attuazione della VII disposizione transitoria e finale della Costituzione, in base alla quale, nel periodo successivo all’entrata in vigore della Carta del 1948, avrebbe dovuto essere emanata una nuova legge sull’ordinamento giudiziario conforme alla Costituzione stessa ; dall’altro lato, l’annoso problema dell’aspro contrasto tra politica e magistratura, che è divenuto sempre più evidente negli ultimi anni.
Quanto al primo aspetto, l’approvazione di una nuova disciplina organica avrebbe dovuto, tra l’altro, rimediare ai noti problemi dell’organizzazione giudiziaria, quali quelli legati all’esistenza di norme processuali incongrue, all’aumento progressivo della domanda di giustizia, alla irrazionale geografia giudiziaria, all’insufficienza dei mezzi e delle risorse, che rappresentano le principali ragioni della inefficienza e della eccesiva durata dei processi. Invece, gli interventi legislativi che hanno via via modificato o integrato le norme sull’ordinamento giudiziario del 1941 non hanno fornito una soluzione a tali problematiche, sia perché sono intervenuti in modo disorganico e frammentario, sia perché non hanno mai realmente affrontato quelle questioni.