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IL GIUDICATO COSTITUZIONALE NELLA GIURISPRUDENZA DELLA CORTE. I GIUDIZI SULLE LEGGI IN VIA PRINCIPALE

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1. Il giudicato costituzionale e il giudizio in via principale: qualche osservazione introduttiva – 2. La sentenza n. 245 del 1984: la prima volta nei giudizi in via principale – 3. La sentenza n. 545 del 1990 e la violazione delle norme degli Statuti speciali: la prima lesione accertata – 4. La sentenza n. 78 del 1992 e il (mancato) ripristino di norme incostituzionali – 5. Le leggi regionali siciliane e la riproduzione di “delibere” dichiarate incostituzionali, nel giudizio sulle leggi siciliane – 6. La sentenza n. 28 del 2003: il giudicato costituzionale e il vincolo delle sentenze interpretative di rigetto (mascherate) nel processo principale – 7. La sentenza n. 196/2004 e l’infondatezza delle censure riferite a nuovi atti legislativi contrastanti con precedenti affermazioni relative ad altri atti legislativi – 8. Le più recenti decisioni in tema di giudicato: la sentenza n. 121 del 2010 – 9. (segue) la sentenza n. 350 del 2010 e la priorità logica del vizio di violazione del giudicato costituzionale – 10. Un fugace sguardo d’insieme


1. Il giudicato costituzionale e il giudizio in via principale: qualche osservazione introduttiva

La violazione del giudicato costituzionale, come meglio potrà emergere dall’analisi della giurisprudenza costituzionale che segue, non pare assumere connotati peculiari, da un punto di vista tecnico, nei giudizi proposti in via principale rispetto alla via incidentale, adattandosi pertanto anche ai primi le riflessioni teoriche già compiute dalla dottrina .
Nondimeno, il carattere “contenzioso” dei giudizi di legittimità costituzionale promossi in via principale, ha reso opportuna per chi scrive una trattazione autonoma della giurisprudenza costituzionale formatasi nei suddetti processi; e ciò, anzitutto, se si considera l’uso spesso “strategico” che la Corte pare fare del vizio in esame. In particolare, difatti, il riferimento alla violazione del giudicato costituzionale appare in grado di rimarcare la gravità della illegittimità costituzionale, conferendo al vizio in esame un ruolo di primarietà assiologica, senza tuttavia aggiungere nulla, quanto agli effetti, rispetto ad un dispositivo di annullamento per nuova violazione delle medesime censure già accertate dalla Corte .
Un ulteriore elemento caratterizzante i giudizi in via principale concerne senz’altro il grado di vincolatività scaturente dalle decisioni del giudice delle leggi, poiché – come pure è stato osservato –, quanto alle decisioni di rigetto, la sostanziale riproduzione della norma, non importa se con effetti retroattivi o, semplicemente, pro futuro, vincola solo le parti del (primo) processo, precludendo a queste ultime di proporre nuovamente ricorso sul medesimo oggetto – la qual cosa appare, tuttavia, preclusa già dalla perentorietà dei termini di cui all’art. 127 Cost. –;  

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