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L’INDIPENDENZA INTERNA DEI MAGISTRATI NELL’EVOLUZIONE DELLA GIURISPRUDENZA COSTITUZIONALE

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SOMMARIO: 1. Questioni di metodo: delimitazione dell’oggetto d’indagine – 2. Cenni alla cornice normativa di riferimento: gli “statuti costituzionali” della magistratura requirente e della magistratura giudicante – 3. Alcuni recenti casi di applicazione della normativa in tema di incarichi direttivi – 4. L’impugnabilità degli atti degli organi di autogoverno nella giurisprudenza costituzionale – 5. Prime applicazioni delle nuove norme in tema di organizzazione delle procure – 6. L’indipendenza interna funzionale e le garanzie di difesa del magistrato nei procedimenti disciplinari – 7. Segue: la più recente giurisprudenza costituzionale sulle garanzie di difesa del magistrato incolpato – 8. Segue: possibili prospettive future in tema di garanzie difensive – 9. Il principio di inamovibilità dei magistrati e le sue deroghe: il trasferimento per incompatibilità ambientale e funzionale – 10. Segue: il trasferimento per incompatibilità ambientale e funzionale dopo le modifiche apportate dal decreto legislativo n. 109 del 2006 – 11. Il nuovo istituto del trasferimento cautelare e la sua (apparente) “sinonimia” con il trasferimento per incompatibilità ambientale – 12. Osservazioni conclusive


1. Questioni di metodo: delimitazione dell’oggetto d’indagine

Il tema dell’indipendenza interna dei magistrati si presta ad essere studiato da una molteplicità di angoli prospettici: come di recente osservato, ai fini della sua concreta realizzazione vengono, difatti, ad assumere rilievo diversi argomenti, come quelli della ripartizione degli uffici giudiziari in sezioni, della formazione dei collegi giudicanti, dei criteri di assegnazione dei processi da parte del capo dell’ufficio, della disciplina delle supplenze e delle applicazioni .
La stessa nozione di indipendenza interna appare, peraltro, a prima vista problematica in chiave teorica, potendosi distinguere tra «indipendenza interna funzionale» e «indipendenza interna istituzionale» , a seconda che si abbia riguardo ai profili concernenti l’assetto organizzativo del potere giurisdizionale, ovvero all’esercizio delle funzioni attribuite .
Muovendo dal presupposto di studiare il punto di vista della giurisprudenza costituzionale, l’oggetto dell’indagine verrà, in questa sede, circoscritto agli istituti più di recente oggetto di pronunce del giudice delle leggi, restando, pertanto, a latere le tematiche, pur altrettanto interessanti, che potrebbero essere affrontate in una prospettiva più teorica. Si renderanno, inoltre, necessarie talune incursioni nella giurisprudenza sub-costituzionale, segnatamente quella amministrativa e di legittimità, per saggiare il seguito di alcune sentenze della Corte costituzionale, nonché il modo in cui alcuni principi costituzionali della materia vengono diffusamente interpretati ed applicati dalla magistratura ordinaria e speciale.
 

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