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LA RIFORMA DEL BICAMERALISMO

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L’approccio alla riforma del Senato della Repubblica deve rispondere ad una duplice esigenza garantista. La prima esigenza è garantire che la rappresentanza politica generale, ora in vistoso affanno, sia integrata da una rappresentanza territoriale capace di esprimere e portare a livello nazionale i “mondi vitali” propri della complessa geografia sociale italiana. L’A. ritiene che solo l’elezione diretta dei senatori sia idonea a dare sostanza a questo tipo di rappresentanza “altra”. La seconda esigenza è garantire che la diversa qualità di rappresentanza del Senato non impedisca la governabilità complessiva, ora gravemente compromessa da blocchi di sistema senza uscita. L’A. ritiene che tale finalità si possa conseguire non con dimidiazioni funzionali del Senato ma con una graduazione delle sue competenze all’interno delle funzioni parlamentari di base. In particolare ritiene percorribile la via, già indicata alla Assemblea Costituente, di una partecipazione del Senato all’investitura del Governo nell’ambito di un Parlamento in seduta comune, caratterizzato da una prevalenza numerica, doppia, della Camera dei Deputati. Lo scritto fa costante riferimento agli interventi svolti nel dibattito in seno alla Commissione per le riforme istituzionali (12 giugno-17 settembre 2013).

 

The approach taken to reform the Senate of the Italian Republic must comply with a twofold need to respect constitutional guarantees.
The first need is to guarantee that political representation in Italy, now clearly strained, be integrated with a form of territorial representation able to express and bring at national level the “social vitality” ineherent in Italy’s complex geographical territory.
A. believes that only the direct election of senators is capable to achieve this type of “other” representation.
The second need is to guarantee that the new system of representation in the Senate does not impede the overall governability, which at present is gravely threatened by dead-end stalemates, situations of gridlock, the risk of political paralysis.
A. believes that this objective can be achieved not by diminishing the functions of the Senate, but by adapting its competences within the core parliamentary functions. In particular, A. considers feasible the course indicated by the Constituent Assembly, namely the Senate’s participation in the investiture of the Government through a joint session of Parliament; such a joint session should be characterized by a majority representation of the Chamber of Deputies, double the size of the Senate’s representation.
The document references the interventions made during the debate at the Commission for Institutional Reforms (12 June – 17 September 2013).
 

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