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Quale ruolo per le Corti costituzionali negli Stati membri dell’Unione europea? Brevi considerazioni a margine di una recente, complessa vicenda giudiziaria francese

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1. Sistema accentrato di giustizia costituzionale e tutela dei diritti e delle libertà fondamentali: un
binomio ancora possibile?
La recente istituzione in Francia di un sistema accentrato di tutela dei diritti e delle libertà garantiti dalla Costituzione ha dato luogo nell’anno solare in corso ad una complessa saga giudiziaria che ha coinvolto la Cour de cassation, il Conseil constitutionnel, il Conseil d’Etat e la Corte di giustizia dell’Unione europea. L’oggetto della contesa, per così dire, è stato il meccanismo previsto dal legislatore francese per regolare le ipotesi nelle quali i ricorrenti avessero sollevato questioni di legittimità nei confronti di leggi interne asserendone il contrasto con i diritti e le libertà costituzionali e, ad un tempo, con le norme del diritto internazionale o del diritto sovranazionale che la Francia si è obbligata a rispettare. Mosso dalla volontà di riportare al centro del sistema giuridico la Costituzione, il Parlamento francese ha stabilito la regola secondo la quale le giurisdizioni nazionali avrebbero dovuto pronunciarsi in via prioritaria sulla questione di costituzionalità.

Ciò ha ingenerato due ordini di preoccupazioni, parzialmente connesse: innanzitutto, quella che siffatta previsione preludesse ad un rallentamento del processo in atto di integrazione dell’ordinamento francese con gli ordinamenti sovranazionali che vivono in Europa e con l’ordinamento internazionale; in secondo luogo, che la regola del carattere prioritario della questione di costituzionalità sottraesse alle giurisdizioni comuni il potere, da esse lentamente e faticosamente guadagnato nel corso degli scorsi decenni, di assicurare ai cittadini tutela nel caso di violazione dei diritti e delle libertà fondamentali arrecate da atti e comportamenti posti in essere dai poteri pubblici.

La vicenda che si andrà a narrare nelle pagine seguenti riveste sicuro interesse per il costituzionalista italiano, perché gli offre una prospettiva nuova per tornare a riflettere sul tema – assai delicato e controverso anche nel nostro Paese – dei modi nei quali potrebbe e dovrebbe svilupparsi un sistema di protezione giurisdizionale multilivello dei diritti e delle libertà fondamentali quale quello che vige oggigiorno nello spazio europeo. In particolare, gli eventi che hanno catalizzato l’attenzione della dottrina costituzionalistica francese nel corso degli ultimi mesi, pongono in forma nuova l’interrogativo relativo al ruolo che, in seno a detto sistema, sarebbe opportuno fosse recitato dagli organi nazionali responsabili della giustizia costituzionale.
È noto che in Italia, schiacciata tra Corti internazionali e Corti sovranazionali da un lato e giurisdizioni comuni dall’altro, la Corte costituzionale ha progressivamente perso le sembianze tipiche di corte dei diritti che essa aveva assunto nei primi decenni della propria attività: le relative funzioni sono state via via assunte dalle prime e dalle seconde, non senza l’assenso della Corte costituzionale, mentre a se stessa quest’ultima ha riservato il compito – assai rilevante su un piano astratto ma privo, forse, di mordente sul piano delle concrete vicende della vita istituzionale italiana ed europea – di vigilare sul rispetto del contenuto ultimo dei diritti e delle libertà sancite nella Carta repubblicana da parte delle norme ricavate (in sede giurisdizionale) dalle fonti interne e dalle fonti esterne. In Francia, si è assistito ad un percorso opposto: la tutela dei diritti e delle libertà...

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Codice ISSN 2039-8298 (Online). La Rivista dell'Associazione Italiana dei Costituzionalisti è inoltre registrata presso il Tribunale di Roma - n.339 del 05.08.2010.
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