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FISCAL FEDERALISM ALL’ITALIANA. RIPARTIRE DALLA COSTITUZIONE

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Intervenire a modifica dell’organizzazione territoriale di un ordinamento consolidato dal punto di vista costituzionale comporta sempre un certo grado di difficoltà. Il dover attuare la riforma in corrispondenza di un periodo di grave recessione economica, se possibile, rende i propositi di cambiamento ancora più complessi da realizzare: in particolare, se la recessione, come nell’epoca che stiamo vivendo, ha portata sovranazionale, il buon senso imporrebbe di sospendere ogni volontà di riforma, nell’attesa di tempi migliori. A meno che, ed è questo il caso italiano, al cambiamento non si sia puntato, in maniera più o meno appropriata, come strumento di rigenerazione di un intero sistema in affanno e lungo quella strada ci si sia già decisamente avviati, al punto che tornare indietro apparirebbe sconsiderato, almeno quanto fermarsi in bilico fra il passato e l’avvenire.
In particolare, attorno al concetto di “federalismo fiscale”, prima, ma soprattutto dopo la modifica del titolo V della parte II della Costituzione del 2001, sono state svolte tante riflessioni. Ancor prima che si prendesse seriamente in considerazione la riforma e la sua attuazione legislativa, la letteratura sul punto era già sterminata, alimentata da studi di settore, ma anche da numerose riflessioni interdisciplinari, come si conviene in un campo così complesso. Il presente intervento non aspira, dunque, ad una ricostruzione esaustiva del dibattito, quanto piuttosto a mettere in luce alcune criticità relative al concetto di autonomia tributaria, che sul piano costituzionale restano scoperte, anche dopo l’approvazione della legge di delega n. 42/2009 e dei successivi decreti legislativi di attuazione.
Mettere mano alla struttura territoriale del paese senza riorganizzare le fondamenta dell’autonomia fiscale delle entità substatali sarebbe stato impossibile: è innegabile, però, che la questione relativa al cosiddetto fiscal federalism, in Italia, ha assunto un rilievo predominante, sino a rappresentare il punto di partenza rispetto ad ogni altro discorso sulla riforma. Il che, va detto ora anticipando almeno in parte alcune considerazioni di questo breve intervento, ha determinato un’inversione nell’ordine delle tappe di concretamento della riforma.
 

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Codice ISSN 2039-8298 (Online). La Rivista dell'Associazione Italiana dei Costituzionalisti è inoltre registrata presso il Tribunale di Roma - n.339 del 05.08.2010.
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