Questo contributo analizza le sfide che le formazioni culturali e i conflitti identitari pongono al costituzionalismo liberaldemocratico. Oltrepassando i tradizionali modelli di accomodamento multiculturale, l’autrice propone un cambio di paradigma capace di accogliere la complessità del pluralismo contemporaneo. Attraverso la lente della “super-diversità” e di espressioni simboliche come la cancel culture, l’analisi mostra come gli atti di contestazione culturale riflettano spesso istanze di riconoscimento e inclusione, piuttosto che minacce all’ordine democratico. Si mette in discussione l’adeguatezza del paradigma dello Stato-nazione e degli strumenti giuridici attuali nella gestione di tale pluralismo, auspicando una concezione relazionale e partecipativa della cittadinanza e della democrazia costituzionale. Riformulando la diversità non come deviazione, ma come elemento costitutivo della società, si avanza una proposta trasformativa di governance democratica, centrata su legittimità, redistribuzione e dialogo interculturale. In definitiva, il lavoro promuove il pensiero complesso come via per rinnovare gli impegni costituzionali di fronte al crescente conflitto culturale.
Parole chiave: Legittimazione democratica, Costituzionalismo democratico, Conflitti identitari, Cultura della cancellazione, Memoria pubblica
Identity groups and conflicts. Beyond accommodation towards complex thinking.
This paper explores the challenges that cultural formations and identity- based conflicts pose to liberal-democratic constitutionalism. Moving beyond traditional frameworks of multicultural accommodation, the author calls for a conceptual shift capable of embracing the complexity of contemporary pluralism. Through the lens of “super-diversity” and symbolic expressions such as cancel culture, the analysis highlights how acts of cultural contestation often reflect demands for recognition and inclusion rather than threats to democratic order. The inadequacy of the nation-state paradigm and existing legal tools to manage this pluralism is addressed, advocating for a relational and participatory understanding of citizenship and constitutional democracy. By reframing diversity not as deviation but as a constitutive element of society, the author proposes a transformative approach to democratic governance—one that centers legitimacy, redistribution, and intercultural dialogue. Ultimately, the paper promotes complex thinking as a path toward renewing constitutional commitments in the face of intensifying cultural conflict.
Keywords: Democratic Legitimacy, Constitucional Democracy, Identitary Conflict, cancel Culture, Public Memory




