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LUCI ED OMBRE DELLA RIFORMA COSTITUZIONALE RENZI-BOSCHI

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L’articolo si occupa del testo della riforma costituzionale attualmente in discussione al Senato in seconda lettura, con particolare riferimento alla riforma del bicameralismo ed alla ripartizione delle competenze legislative tra Stato e Regioni.

Con riferimento al primo tema, l’autore, pur esprimendo un giudizio favorevole sulla scelta di trasformare il senato in un organo composto, come il Bundesrat austriaco, da membri eletti dalle assemblee legislative delle Regioni, sottolinea alcuni punti critici: a) la previsione di senatori non elettivi; b) la previsione che le rappresentanze regionali al Senato comprendano anche un sindaco eletto dall’assemblea legislativa regionale; c) il criterio di ripartizione dei seggi tra le Regioni. Lo studio si sofferma anche sul pericolo che, nel Senato riformato, siano rappresentati i partiti politici presenti nei Consigli regionali, anziché le Regioni, come istituzioni, e, pur manifestando apprezzamento per i miglioramenti intervenuti nel testo, per effetto degli emendamenti approvati in sede parlamentare, pone in luce come all’individuazione dei poteri del Senato sia mancata una chiara idea circa la missione dell’organo.

Con riferimento al riparto delle competenze legislative tra Stato e Regioni, l’autore, si intrattiene sull’eliminazione della competenza concorrente, sulla riallocazione delle materie e sulla c.d. clausola di supremazia

 

The essay deals with the text of the constitutional reform currently under discussion in the Senate, with particular reference to the reform of bicameralism and the division of legislative powers between State and Regions.

With reference to the first issue, the author, although expressing a positive opinion on the transformation of the Senate in a body composed of members elected by the legislative assemblies of the Regions, underlines some critical points: a) the non-elected senators (former Presidents of the Republic and senators appointed by the President of the Republic); b) the choice that, in the Senate, each region is also represented by a mayor elected by the regional legislative assembly; c) the method for allocating the seats between the Regions.

The study also focuses on the danger that the reformed Senate should represent the political parties present in the regional legislatures, rather than the Regions, as institutions, and, while appreciating the improvements in the drafting, as a result of the amendments adopted in Parliament, highlights the lack of a clear idea about the mission of the Senate.

With reference to the division of legislative powers between State and Regions, the author focuses on the elimination of the shared competence, on the reallocation of subjects and on the s.c. supremacy clause.

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