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IL PROCEDIMENTO PARLAMENTARE ORIGINATO DAL “CASO RUBY”(*) E CULMINATO NELLA DECISIONE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI DI SOLLEVARE UN CONFLITTO DI ATTRIBUZIONI NEI CONFRONTI DELL’AUTORITÀ GIUDIZIARIA

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SOMMARIO: 1. Premessa. – 2. L’individuazione del domicilio dei parlamentari: la richiesta di autorizzazione a perquisire l’ufficio del ragioniere Spinelli. – 3. L’esame della Giunta per le autorizzazioni e la proposta di restituire gli atti alla Procura. – 4. La discussione in Aula sulla richiesta di autorizzazione alla perquisizione domiciliare. – 5. La ricerca di una via sicura per sollevare il conflitto di attribuzioni: l’iniziativa parlamentare dei capigruppo della maggioranza. – 6. Le pressioni del Pdl sul Presidente della Camera e la difficile gestione parlamentare di un conflitto inedito. – 7. La consultazione della Giunta per le autorizzazioni. – 8. L’esame del quesito procedurale da parte della Giunta per il Regolamento. – 9. L’Ufficio di Presidenza della Camera non ferma il conflitto di attribuzioni. – 10. Il passaggio finale in Assemblea e la decisione di sollevare il conflitto di attribuzioni. – 11. L’attivazione della Corte costituzionale e le pronunce future.

 

1. Premessa

L’iniziativa della Camera dei deputati di sollevare un conflitto di attribuzioni nei confronti dell’autorità giudiziaria penale che sta procedendo nei confronti dell’ex Presidente del Consiglio Berlusconi per i reati di concussione e prostituzione minorile è giunta all’esito di una vicenda parlamentare particolarmente complessa.
Al di là dell’evidente peso politico della decisione – peso che proprio per effetto del ricorso camerale si trasferirà inevitabilmente sulla Corte costituzionale – è interessante ripercorrere i passaggi parlamentari che l’hanno determinata e che hanno fatto emergere alcune questioni nuove.
Va innanzi tutto notato che per la soluzione di tali questioni è risultato decisivo l’orientamento interpretativo del Presidente della Camera. L’on. Fini si è trovato di fronte alla prima vera “prova” di conduzione dei lavori camerali da quando, con altri parlamentari, è uscito dal gruppo del Pdl per costituirne uno autonomo che, a partire dal passaggio fiduciario del 14 dicembre 2010, si era collocato all’opposizione del Governo Berlusconi .
In particolare, dall’osservazione dell’iter culminato con la decisione, assunta dall’Assemblea il 5 aprile 2011, di sollevare il conflitto di attribuzioni, si possono trarre indicazioni significative riguardo al modo col quale l’on. Fini aveva inteso interpretare il proprio ruolo istituzionale a fronte del mutato rapporto politico che si era determinato tra la Presidenza della Camera e le forze della maggioranza.
 

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