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LA CORTE COSTITUZIONALE DECIDE I CONFLITTI “BERLUSCONI” E “MASTELLA” IN MATERIA DI REATI MINISTERIALI E “TAGLIA I PONTI” TRA LE CAMERE E L’AUTORITÀ GIUDIZIARIA

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SOMMARIO: 1. Premessa. – 2. Il Governo “grande assente” nei conflitti ex art. 96 Cost. – 3. L’esclusione di una “pregiudiziale parlamentare” in sede di applicazione dell’art. 96 Cost. – 4. L’applicabilità del principio di leale collaborazione ai conflitti fra autorità giudiziaria e Camere riguardanti la “ministerialità” dei reati. – 5. Il controllo della Corte costituzionale sulla “ministerialità” dei reati.

1.Premessa

Con le sentenze n. 87 e 88 del 2012 la Corte costituzionale ha rigettato i ricorsi presentati dal Senato e dalla Camera dei deputati coi quali, tramite il Tribunale dei ministri, le Assemblee parlamentari in forza dell’art. 96 Cost. e del principio di leale collaborazione rivendicavano il potere di essere coinvolte nella valutazione sulla “ministerialità” dei reati addebitati a membri del Governo. Le due decisioni, con motivazione pressoché identica, affrontano alcune questioni procedurali sorte lungo la linea di confine tracciata fra l’autorità giudiziaria e le Camere dalla legge cost. n. 1 del 1989 precisando ulteriormente, rispetto ai precedenti già maturati, in quali punti i due poteri possano venire in contatto e quali attribuzioni, oltre quelle già compiutamente disciplinate nella legge, siano ad essi spettanti.
Nel risolvere questi conflitti la Corte costituzionale richiama e puntualizza alcuni suoi precedenti specifici riguardanti l’attuazione dell’art. 96 Cost. , ma si avvale altresì di numerose altre decisioni rientranti nella più ampia giurisprudenza con la quale periodicamente, da alcuni anni, essa è stata chiamata ad una difficile attività di composizione dei contrasti fra magistratura e organi di indirizzo politico con riguardo all’esercizio della funzione giurisdizionale nei confronti dei titolari delle cariche rappresentative .
In particolare, nel nostro Paese la naturale tensione che intercorre tra organi di indirizzo politico e soggetti dell’ordine giudiziario si è trasformata in vero e proprio scontro quando la funzione giurisdizionale è stata diretta ad accertare e sanzionare le responsabilità di uomini politici investiti di importanti incarichi istituzionali i quali, nonostante le pendenze penali, hanno continuato a godere del consenso del corpo elettorale.
 

 

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