Il contributo propone una breve riflessione, ricostruttiva e con profili critici, sulla libertà di manifestazione del pensiero nel suo processo di trasformazione nell’epoca digitale. L’emersione di poteri privati transnazionali, in particolare delle grandi piattaforme digitali, viene analizzata quale fattore di incidenza diretta sui diritti fondamentali, con particolare attenzione al fenomeno della censura privata. In tale contesto, si evidenzia la necessità di un costituzionalismo digitale capace di assumere una funzione prescrittiva, superando le derive descrittive del "societal constitutionalism". Viene richiamata la dottrina della Drittwirkung, riletta alla luce delle sfide poste dalla società digitale, e si esamina il Regolamento DSA quale tentativo di trasformare le piattaforme da “autorità di fatto” ad “autorità di diritto”, pur connotato da ambiguità e limiti strutturali. Lo scritto propone, infine, l'elaborazione dogmatica di una "libertà di formazione del pensiero", alla luce del paradigma dei c.d. neurodiritti, volto a tutelare la sfera mentale e cognitiva della persona dall’incidenza delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale.
Parole chiave: libertà di manifestazione del pensiero - poteri privati - costituzionalismo digitale - Drittwirkung - neurodiritti
Freedom of speech “in transformation”
This contribution offers a concise yet critical reflection on the evolving nature of the freedom of expression in the digital age. It examines the rise of transnational private powers—most notably the major digital platforms—as actors exerting direct influence upon fundamental rights, with particular emphasis on the phenomenon of private censorship. Within this framework, the paper underscores the imperative for a digital constitutionalism endowed with prescriptive force, capable of transcending the descriptive tendencies of so-called “societal constitutionalism”. The doctrine of Drittwirkung is revisited in light of the challenges posed by the digital society, and the Digital Services Act (DSA) is scrutinized as an attempt to elevate platforms from mere “de facto authorities” to “de jure authorities”, albeit marked by inherent ambiguities and structural limitations. Finally, the paper advances a dogmatic elaboration of a “freedom of thought formation”, inspired by the emerging paradigm of so-called neuro-rights, aimed at safeguarding the mental and cognitive domain of the individual from the encroachments of digital technologies and artificial intelligence.
Keywords: freedom of speech - private powers - digital constitutionalism - Drittwirkung - neurorights




