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Note a margine di Corte E.D.U. HAAS contro Svizzera

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SOMMARIO: 1. Il fatto. - 2. Il diritto di decidere come e quando porre fine alla propria vita quale profilo del diritto al rispetto della vita privata di cui all’art. 8 della C.E.D.U. - 3. Il diritto al suicidio assistito in caso di malattia mentale. - 4. Il rapporto tra vita e libertà nella sentenza Pretty e nella sentenza Haas. - 5. La sentenza Haas nel quadro della tutela multilivello dei diritti fondamentali.

1. Il fatto.
Con la sentenza Haas. c. Svizzera la Corte E.D.U. ha esaminato un caso riguardante il suicidio assistito . La decisione ha origine da un ricorso presentato da un cittadino svizzero, Ernst Haas, il quale lamenta la violazione da parte delle autorità mediche, amministrative e giurisdizionali elvetiche del proprio diritto di decidere quando e come morire, pretesa che il ricorrente fonda sul diritto al rispetto della vita privata, contemplato dall’art. 8 della C.E.D.U. . Il ricorrente, affetto da un grave disturbo bipolare da oltre vent’anni, compie due tentativi di suicidio e svolge diversi soggiorni in cliniche psichiatriche.
A causa delle sofferenze derivanti da tale disturbo, il signor Haas decide di iscriversi all’associazione Dignitas, che supporta le persone che richiedono il suicidio assistito, al fine di ottenere dagli psichiatri che lo hanno in cura la prescrizione, prevista dalla legge svizzera, per la somministrazione di un medicinale (sodio pentobarbital) necessario a porre fine ad una vita ritenuta non più dignitosa.
A fronte del diniego dei medici a cui si è rivolto , Ernst Haas propone ricorso in sede amministrativa e giurisdizionale per ottenere il suddetto farmaco senza prescrizione medica: tutte le autorità rigettano la richiesta, adducendo l’obbligatorietà della prescrizione medica, quale condizione inderogabile per la somministrazione del medicinale, ed escludendo l’applicabilità delle eccezioni previste dalla legge .
Il ricorrente decide di rivolgersi alla Corte E.D.U, sostenendo che il rifiuto opposto dai medici alla richiesta di somministrazione del farmaco letale e il requisito, previsto dalla legge svizzera, della prescrizione medica come condizione per l’accoglimento della domanda di un suicidio assistito da parte di un paziente, violino l’art. 8 della C.E.D.U., in quanto non sono giustificabili alla luce di quei valori che possono fungere da limiti legittimi del diritto al rispetto della vita privata.
 

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