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I Gruppi parlamentari alla prova delle (auto)riforme regolamentari

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Sommario: 1. - Prospettive attuali di riforma della disciplina sui Gruppi parlamentari. 2. - Valore odierno e problemi tradizionali delle direttive costituzionali in materia di Gruppi parlamentari. 3. - Ragioni e scetticismi alla base dell’inserimento del principio di corrispondenza tra competitori elettorali e Gruppi parlamentari. 4. - Segue: modelli di codificazione del principio di corrispondenza. 5. - Ragioni ed effetti del silenzio e la stasi sulla legislazione di contorno. 6. - La riflessione sui Gruppi come paradigma dei paradossi riformatori nell’attuale fase del parlamentarismo italiano.


1.Prospettive attuali di riforma della disciplina sui Gruppi parlamentari.

La più tipica delle riforme che retroagiscono sui loro autori, quella dei regolamenti parlamentari, sembra essere avvertita come impellente e indifferibile in questo scorcio finale di XVI legislatura. La Giunta per il Regolamento del Senato della Repubblica è impegnata nel sofferto avvio della riforma organica del Regolamento di quell'Assemblea sulla base di una proposta di modifica avanzata da due Senatori appartenenti ai Gruppi più consistenti( ), mentre, alla Camera dei deputati, le direttrici di intervento per novellare il Regolamento paiono ancora in gestazione ma, comunque, sembrano delineare uno scenario riformatore a più velocità( ).
Nel quadro di questo attivismo riformista la modifica dei criteri di costituzione, scioglimento e funzionamento dei Gruppi parlamentari costituisce un nucleo sensibile contenuto nel più ampio involucro delle novelle regolamentari, ma rispetto ad esse si pone in certa misura come preliminare. E proprio per questo non se ne può sminuire l'importanza attuale, se non altro per due ragioni. In primo luogo, i Gruppi parlamentari sono investiti dall'ondata di discredito che in genere si ricollega all'incalzare delle forze della c.d. "antipolitica". Peraltro, la perdita di consenso e legittimazione generalizzata va da ultimo traducendosi in una pressione crescente, sempre più percepita dai Gruppi parlamentari, per via di alcune clamorose vicende che attengono alle condotte, anche penalmente rilevanti, di parlamentari con responsabilità di gestione all'interno delle formazioni politiche corrispondenti a Gruppi dal ruolo decisivo nella storia recente del Parlamento.
 

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