Lo scritto, muovendo dall’ultimo discorso pronunciato dal presidente della Democrazia Cristiana, Aldo Moro e rivolto ai gruppi parlamentari riuniti del suo partito, il 28 Febbraio 1978, esamina le modalità di funzionamento della forma di governo italiana ed evidenzia i mutamenti di impostazione nel costruire l’indirizzo politico, a cominciare dal termine della stagione della solidarietà nazionale. Le parole di Moro toccano i risvolti profondi del sistema di governo italiano per come si era andato assestando per trent’anni. Viene così alla luce il problematico ruolo di partito di stabilizzazione svolto dalla Democrazia Cristiana, l’impegno ad arginare lo sfilacciamento di un quadro di equilibri fondato sul peso dei partiti di massa, il contrasto alla disgregazione politica, alla crisi e all’emergenza che pervade il Paese, nel momento fatale in cui si va parzialmente superando la conventio ad excludendum. Moro mobilita tutta la sua sapienza oratoria e le sue parole risuonano come l’estremo tentativo di persuasione dei gruppi parlamentari della DC a compiere un passo che avrebbe potuto cambiare in radice il volto della Repubblica. Tuttavia, le sue parole risuonano anche come un dolente bilancio di un modo di intendere la Costituzione e i rapporti politici che essa postula. Al contempo lo statista chiamava ad estrema raccolta i principi che costellano l’agire partitico, a cominciare dall’accettazione del pluralismo come fattore vivificante della comunità sociale cui strategie e tattiche dei partiti dovrebbero guardare, senza limitarsi alla propria convenienza politica o elettorale.
Parole chiave: Forma di governo – Momenti di passaggio del parlamentarismo repubblicano – Solidarietà nazionale – Conventio ad excludendum – Art. 49 Cost.
Constitutional perspectives and the fate of the Italian form of government in Aldo Moro’s last speech to the parliamentary groups of the Christian Democracy party.
By analyzing the last public speech of Aldo Moro, President of the Cristian Democratic Party (DC), given on 28th of February 1978, the article intends to focus on the functioning of the Italian political system, under the constitutional form of government as it was settled in practice between 1948 and 1978. Moro’s proposal consisted in launching the third phase, through which new forms of collaboration between Christian Democracy and Communist Party could take place admitting the latter party to the majority supporting a new Cabinet guided by MP Giulio Andreotti. Illustrating the speech given by President Aldo Moro, the A. demonstrates how Moro’s intentions were based on an all-round constitutional interpretation. Specifically, Al-do Moro intended to pave the way for enlarging participation in the political direction, partially overcoming the implicit rule known as conventio ad excludendum. At the meantime, his long-term goal consisted also in avoiding that his party would be blocked as the necessary an irreplaceable cornerstone of majority coalitions, as it had happened for the previous thirty years. This was a tendency which could deter-mine the definitive ossification of the Christian Democratic Party, mining in the end the deep meaning of art. 49 of the Italian Constitution. Moro’s theoretical vision about the pluralistic principle implied that all mass parties should effectively concur and compete with democratic methods to determine national politics.
Keywords: Form of government – Transitional phases of republican parliamentarism – National solidarity – Conventio ad excludendum – Article 49 of the Constitution.




