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INCROCI PERICOLOSI: CEDU, CARTA DEI DIRITTI FONDAMENTALI E COSTITUZIONE ITALIANA TRA CORTE COSTITUZIONALE, CORTE DI GIUSTIZIA E CORTE DI STRASBURGO

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Sommario: 1. La “questione dei diritti” dopo la svolta del 2007 della Corte costituzionale. - 2. I pregi della soluzione accolta dalle sentenze 348 e 349 del 2007 in tema di trattamento delle norme Cedu. - 3. Conseguenze dell’entrata in vigore del Trattato di Lisbona: dal piano Cedu a quello del diritto dell’Unione. – 3.1 La dimensione “orizzontale” della tutela dei diritti fondamentali: Carta dei diritti e trattati. - 3.2 Dalla dimensione “orizzontale” a quella “verticale”: i problemi di una tutela multi-livello dei diritti fondamentali. – 4. I meccanismi di raccordo tra ordinamento italiano ed ordinamento dell’Unione europea. – 5. Brevi osservazioni conclusive provvisorie.

 

1. La “questione dei diritti” dopo la svolta del 2007 della Corte costituzionale

 

La svolta operata dalla Corte costituzionale con le sentenze 348 e 349 del 2007 può essere valutata in modi abbastanza diversificati. Pare difficile contestare, tuttavia, la sua idoneità a riportare la “questione dei diritti” al centro della giustizia costituzionale. In altre parole, grazie al mutamento della propria giurisprudenza, la Corte si è efficacemente reinserita all’interno delle dinamiche della garanzia giurisdizionale dei diritti fondamentali, lasciandosi alle spalle la “marginalizzazione” che l’aveva afflitta (o meglio, che si era inflitta) nel recente passato.

Si può dire oggi con sufficiente tranquillità che la tutela costituzionale dei diritti è tornata ad essere oggetto centrale del giudizio di costituzionalità delle leggi, riequilibrando il rapporto tra “giudice dei conflitti” e “giudice dei diritti”, che negli ultimi anni si era pericolosamente spostato a favore del primo dei due termini.

Le numerose questioni relative ai diritti fondamentali alla luce delle disposizioni CEDU esaminate dalla Corte nel periodo 2008 – 2010 costituiscono una riprova di questo assunto. Ci si può, anzi, spingere oltre, fino ai confini di una provocazione problematica, ed evidenziare come la svolta giurisprudenziale del 2007 ed il ritorno della “questione dei diritti” innanzi alla Corte per il tramite della Cedu abbiano evidenziato una serie di manchevolezze ed insufficienze del nostro ordinamento che non possono non far riflettere il costituzionalista.

 
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