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TORNIAMO A ZANOBINI (?!)

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Sommario: 1. Alcune considerazioni preliminari. – 2. Di quello che non è presente nel disegno di riforma e che invece avrebbe dovuto esserci. – 2.1. La Regione come soggetto amministrativo. – 2.2. Il sistema istituzionale regionale. - 2.2.1 Gli interventi “positivi” sul sistema istituzionale: il regionalismo disciplinare. - 2.3. Altre omissioni significative. – 3. Di quello che è presente nel disegno di riforma, conformemente agli auspici. – 4. Di quello che è presente nel disegno di riforma, ma che sarebbe stato meglio non ci fosse. – 5. Di quello che è presente nel disegno di riforma, ma non è esente da problemi. – 6. Considerazioni finali: il ruolo della Corte costituzionale nel nuovo sistema regionale.


1. Alcune considerazioni preliminari

Si potrebbe dubitare dell’effettiva esigenza di un intervento di riforma sul Titolo V della Parte II della Costituzione sulla base dell’argomento che le indubbie manchevolezze del testo scaturito dalla revisione costituzionale del 2001 sarebbero già state corrette, talvolta in modo molto incisivo, dalla Corte costituzionale nel corso dei quasi tredici anni sin qui trascorsi .
Chi scrive, pur non negando (e, del resto, come si potrebbe ?...) il ruolo assolutamente centrale, e quasi demiurgico, della giurisprudenza della Corte nella concreta delineazione del volto del Titolo V riformato  - nonché, va aggiunto, del mutamento di alcuni tratti fisionomici di tale volto nel corso del tempo  - ritiene che l’intervento del legislatore di revisione costituzionale sia un evento da considerare in sé in termini positivi (salvo ovviamente valutarne le modalità concrete di realizzazione) e coerente, del resto, con la naturale “ambizione” di una Carta costituzionale.
Questo vale sia nell’ipotesi in cui si tratti di “registrare” e consolidare definitivamente orientamenti giurisprudenziali ritenuti giustamente “ortopedici” di difetti congeniti del Titolo V modificato nel 2001, non potendo essere disconosciuto il diverso grado di certezza, stabilità e, più in profondità, di legittimazione di una disciplina di rango formalmente costituzionale rispetto ad una ortopedia (e talora una “chirurgia”) giurisprudenziale (ancorché proveniente dalla Consulta). Come si vedrà nel  prosieguo, se talune soluzioni individuate dal Giudice di costituzionalità delle leggi sono ritenute effettivamente imposte dalla “natura delle cose” o “dei tempi” o da esigenze insopprimibili di funzionalità del sistema costituzionale complessivo, anche in relazione alla sua apertura verso l’ordinamento europeo ed ai suoi vincoli, è bene che tali soluzioni si traducano in formali previsioni costituzionali, pienamente inseribili e spendibili in sede di interpretazione sistematica da parte degli interpreti.

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Codice ISSN 2039-8298 (Online). La Rivista dell'Associazione Italiana dei Costituzionalisti è inoltre registrata presso il Tribunale di Roma - n.339 del 05.08.2010.
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