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La materia della produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell'energia nella giurisprudenza della Corte costituzionale (gennaio-maggio 2010)

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1. A seguito della riforma del Titolo V della Costituzione, i differenti settori che interessano la politica energetica nazionale ricadono nell’esercizio della potestà legislativa concorrente, di cui all’art. 117, comma 3, Cost., ove si prevede che in relazione alla “produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia” lo Stato rechi i principi fondamentali e le Regioni la normativa di dettaglio.

Con sent. 14 ottobre 2005, n. 383, la Corte costituzionale ha precisato che l’espressione utilizzata dall’art. 117, comma 3, Cost. sia equivalente a quella di “settore energetico” (di cui alla legge 23 agosto 2004, n. 239) e di “politica energetica nazionale”, utilizzata dal d. lgs. 31 marzo 1998, n. 112. Essa è esplicitamente comprensiva di “qualunque fonte di energia” (p.to 13, Cons. dir.).


Più specificamente, la legge n. 239 del 2004 ha sancito che “gli obiettivi generali di politica energetica del Paese” sono perseguiti dallo Stato, dall’Autorità garante per l’energia elettrica e il gas, dalle Regioni e dagli Enti locali, sulla base dei principi di sussidiarietà, differenziazione, adeguatezza e leale collaborazione dallo Stato. Mentre le disposizioni di principio recate dalla legge dello Stato si applicano a tutti gli oggetti attratti entro la materia della “politica energetica nazionale” – cui comunque si saldano quelle derivanti da specifiche leggi di settore (ad es. d. lgs. 23 maggio 2000, n. 164, relativo al mercato interno del gas naturale; d. lgs. 29 dicembre 2003, n. 387 sulle fonti energetiche rinnovabili, ecc.) – la disciplina dell’esercizio delle funzioni amministrative segue criteri del tutto mutevoli, in ragione della peculiarità dell’oggetto attratto entro la materia.

Così, accade sovente che molte delle funzioni amministrative, come quelle relative alla “utilizzazione del pubblico demanio marittimo e di zone del mare territoriale per finalità di approvvigionamento di fonti di energia”, quelle concernenti l’esercizio delle attività di trasmissione e di dispacciamento nazionale dell’energia elettrica, ecc. – siano riservate allo Stato; in tale evenienza, nel migliore dei casi, occorre che lo Stato consegua la previa intesa con le Regioni interessate, con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, con la Conferenza unificata, ecc. Ma ciò non costituisce affatto una regola.

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