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La costituzione materiale e i compiti del giuspubblicista oggi. Giuseppe Guarino e il “nuovo” diritto pubblico italiano

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Ciò che rende affascinate parlare di Guarino è la molteplicità dei suoi interessi, coniugata alla lunga attività della sua vita di giurista, che fanno sì che di Guarino non ce ne sia solo uno, ma tanti quante sono le stagioni e gli avvenimenti che egli si è trovato ad indagare con la forza della ragione, la chiarezza, la obiettività, congiunte ad un rigoroso metodo di indagine che si stempera in un’inesauribile fantasia costruttiva. Il suo pensiero è di quelli che separano il tempo tra un prima e un dopo, producendo netta discontinuità con il passato e prospettive nuove per il futuro. Il saggio vuole indagare su due punti centrali nella riflessione di Guarino: la costituzione materiale e il compito dei giuristi. Il Suo discorso parte, in un certo senso, quando ormai tutto è da costruire: ossia all’indomani della gigantesca tragedia della seconda guerra mondiale. Il «postwar» ha messo gli studiosi di diritto pubblico di fronte alla realtà di un assetto che, comunque si ufficializzi, è sempre espressione di certe idee e di certi interessi, così come sono fatti valere da certe forze politiche. Guarino parte da qui, dalla consapevolezza che ogni collettività dà vita ad un ordinamento che si esprime in un sistema di norme ed insieme in un sistema di rapporti, ma che non bisogna fermarsi ai soli dati formali. Nel pensiero di Guarino la via che radica la figura del giurista nella società e nella storia umane sta nella capacità di allungarsi sulla realtà e di considerarsi partecipe della costruzione dell’ordinamento. Alle generazioni successive di giuristi spetta di raccogliere non soltanto un lascito culturale di straordinaria ricchezza, ma anche, e direi più di tutto, l’esempio di una figura di giurista informata al senso della fiducia nelle istituzioni e nell’uomo.

 

 

What makes Guarino’s figure so fascinating is the multiplicity of his interests, combined with the long activity of his life as a jurist, which ensure that there is not, just one Guarino, but as many as there are seasons and events that he has found to investigate with the strength of reason, clarity, objectivity, combined with a rigorous method of investigation that dissolves into an inexhaustible constructive fantasy. His thought is to separate time between a before and an after, producing a clear discontinuity with the past and creating new perspectives for the future.This essay wants to investigate two central points in Guarino's reflection: the costituzione materiale and the task of jurists. His speech starts, in a certain sense, when everything is now to be built: that is, in the aftermath of the gigantic tragedy of the Second World War. The "postwar" has confronted scholars of public law with the reality of a structure which, however, is always the expression of certain ideas and certain interests, as they are asserted by certain political forces. Guarino starts from this point, from the awareness that every community gives life to an order that is expressed in a system of rules and at the same time in a system of relationships, but that we must not stop at formal data alone. In Guarino's thought, the way that solidly roots the figure of the jurist in human society and history lies in the ability to stretch out on reality and consider oneself a participant in the construction of the legal system. It is up to subsequent generations of jurists to collect not only a cultural legacy of extraordinary richness, but also, and I would say more than anything else, the example of a jurist informed by the sense of trust in institutions and in man.

 

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