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LE GARANZIE PER LE MINORANZE LINGUISTICHE NEL SISTEMA ELETTORALE C.D. ITALICUM

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Il contributo esamina l’evoluzione dei sistemi di tutela delle minoranze linguistiche nella legislazione elettorale nazionale, a partire dalla riforma maggioritaria del 1993 (e relativa giurisprudenza costituzionale ed europea) fino alla trasposizione dei vari strumenti sperimentati nel tempo (anche con il ritorno al proporzionale, nel 2005) all’interno del nuovo “Italicum”; trasposizione operata riadattando deroghe ed elementi di specialità,già consolidati,all’inedito sistema proporzionale con ballottaggio che dovrà essere impiegato per le future elezioni della Camera dei deputati. Sia le disposizioni più generali, su confini delle circoscrizioni e soglie di sbarramento territoriali, sia le soluzioni specifiche per i collegi maggioritari di Trentino-Alto Adige/Südtirol e Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste, sono quindi riconsiderate nell’ottica del loro coordinamento con un sistema nazionale a doppio turno, osservando i reciproci condizionamenti degli esiti nazionali sulla rappresentanza locale, e viceversa. Inoltre, il carattere soddisfacente o meno del modello di tutela delle minoranze linguistiche – così sviluppato in modo asimmetrico – è stato vagliato alla luce delle possibili esperienze alternative (quali il meccanismo di elezione del Parlamento europeo) e dell’approccio al sindacato delle scelte in materia di sistemi elettorali, che la Corte costituzionale 1/2014 ha aperto anche a più pervasivi standard di ragionevolezza.

 

The paper analyses the evolution of the protection of linguistic minorities inside the regulation of the national elections, starting from the majoritarian reform in 1993 (and the connected Constitutional court and ECtHR’s case law) till the transposition of the tools used in the different reforms (also in a proportionality direction, in 2005) inside the mechanism of the new “Italicum”. Such a transposition is therefore realized readapting consolidated derogations and special rulesinside a new electoral system –proportional and organized with a second ballot – that will be used for the next elections of the House of deputies. Both the general rules, about the boundaries of the electoral constituencies and the territorial minimum amount of votes required, so as the specific solutions used for the majoritarian constituencies of Trentino-Alto Adige/Südtirol and Valle d’Aosta/Valléed’Aoste, are consequently reformed to coordinate their functioning with the new national system, underlining the reciprocal conditionality of the national results on the local deputations, and the opposite. In addition, the adequacy of the model of protection of linguistic minorities – developed in an asymmetric way– is considered in comparison with possible alternative experiences (like, for example, the election mechanism of the European Parliament) and the same model is also examined in a judicial review of legislation view, that the Constitutional court judgment 1/2014 opened to a more sensible consideration for the reasonableness of the electoral systems.

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