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NOTE SULLA REVISIONE ORGANICA IN ITALIA

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Negli ultimi trent’anni le proposte di revisione di ampie parti della Costituzione hanno costituito sempre più spesso aspetti caratterizzanti l’indirizzo politico di governo. Tale tendenza, secondo molti autori, rischia di svilire la garanzia del procedimento di revisione costituzionale, e determinare,  tra le altre questioni, una sorta di degradazione delle disposizioni costituzionali verso la legislazione ordinaria.

Diversamente dagli ordinamenti costituzionali di Austria, Spagna e Svizzera, in Italia il meccanismo di produzione normativa di cui all’articolo 138 non contempla ipotesi diversificate tra la revisione parziale e la revisione totale. In quegli ordinamenti la disciplina della revisione totale, intesa originariamente come una forma di procedimentalizzazione del potere costituente, ha ceduto il passo ad ipotesi di modifiche di ampie parti del testo ma non del tutto: per modifiche totali della Costituzione si intende oggi la revisione a carattere organico. I principi di regime infatti costituiscono un limite assoluto alle modificazioni costituzionali totali.

Anche sulla base delle indicazioni provenienti da tali ordinamenti lo studio sostiene l’inammissibilità della revisione organica nell’ordinamento italiano. Più precisamente, si afferma che  l’articolo 138 non possa essere impiegato sia per le modifiche a carattere parziale sia per quelle a carattere organico. La revisione organica infatti richiede aggravamenti procedurali che l’articolo 138 non offre. Diversamente la rigidità costituzionale e la stessa validità della Costituzione ne risulterebbero compromesse. Cosicché il disegno di legge costituzionale in itinere appare inammissibile perché, oltre ad aver forzato talune fasi del procedimento aggravato, presenta un’ampiezza tale da poter essere associato all’ipotesi di una modifica a carattere organico.

 

Over the past thirty years the proposed amendments to ample sections of the Constitution have characterized  the policy trends of the government. Such trend, according to many authors, risks to debase the nature of the procedure for constitutional review, and causes, among others, a sort of degradation of the constitutional provisions to ordinary legislation.

Unlike the constitutions of Austria, Spain and Switzerland, the legislative mechanisms under Article 138 of the Italian Constitution do not contemplate different scenarios between the partial revision and the total revision of the Constitution. In such systems, the discipline of the total revision (i.e., the original idea of ​​a proceduralization of constituent power) has given way to proposed changes of large parts of the Constitution but not all: Total changes to the Constitution mean today organic revision.  The fundamental principles in fact are an absolute limit to the total constitutional changes.

Also based on suggestions from those jurisdictions this study supports the inadmissibility of the organic revision under Italian laws. More specifically, Article 138 cannot be applied for either the partial changes and the organic changes. The organic revision in fact requires more stringent procedures that Article 138 does not offer. To the contrary the constitutional rigidity and the validity of the Constitution would be compromised. For these reasons the in itinere amendments to the Constitution are inadmissible because, in addition to having forced certain phases of the heightened procedures, they have an amplitude such that they can be associated to organic changes.

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