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De profundis sul nucleare: le lezioni per il futuro ( e cosa rimane in piedi)

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1. Cosa si vince e cosa si perde.

Come noto, la consultazione referendaria del 12 e 13 giugno ha decretato l’abrogazione delle norme che prevedevano la costruzione di nuovi impianti nucleari in Italia. Il disastro di Fukushima ha certamente inciso sulla decisione finale: tuttavia, anche prima dell’incidente era in corso un dibattito legato alla produzione di energia elettrica da centrali nucleari in tutto il mondo, sia nei paesi che avevano rallentato o sospeso la produzione dopo l’incidente di Chernobyl, sia in quelli che avevano continuato o avevano intenzione di intraprendere questa attività.
Ovunque la discussione ha avuto ad oggetto le opportunità e le preoccupazioni evidenziate in Italia : gli anche acuti conflitti però si sono dovuti confrontare con il vero punto nodale, il profilo del consenso, che costituisce il reale unico presupposto per attuare una politica nucleare .
Il ricorso al nucleare è una opzione che da molti è stata considerata favorevolmente per una serie di buone ragioni: dal punto di vista delle fonti energetiche si assiste in questi anni ad un aumento della domanda, al progressivo esaurimento delle risorse naturali, all’instabilità politica dei paesi fornitori di combustibili fossili ; inoltre dal punto di vista della tutela della popolazione, sia sotto il profilo della salute che dell’ambiente, si fa riferimento alla capacità del progresso tecnologico e di ridurre il rischio di gravi incidenti o di patologie legate all’attività delle centrali e di consentire la produzione di energia a basse emissioni di anidride carbonica. Quest’ultimo profilo in particolare dovrebbe indurre a preferire la produzione di energia da impianti nucleari rispetto a quella da altre fonti (ad es. da combustione fossile), che invece aumenterebbero l’incidenza dei gas serra .
Di contro, questi argomenti devono fare i conti con due rilevantissime questioni: lo smaltimento dei rifiuti radioattivi e il rischio di incidenti nucleari . Negli ultimi anni si è sempre di più ritenuto che l’unico problema da affrontare fosse il primo: tuttavia la recente esperienza delle centrali di Fukushima ha evidenziato da un lato come il progresso tecnologico probabilmente riduca, ma di certo non elimini il rischio di incidenti; dall’altro come un eventuale incidente produrrebbe danni estremamente rilevanti.
 

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Codice ISSN 2039-8298 (Online). La Rivista dell'Associazione Italiana dei Costituzionalisti è inoltre registrata presso il Tribunale di Roma - n.339 del 05.08.2010.
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