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LE RONDE TRA "SICUREZZA URBANA" E "DISAGIO SOCIALE". CORTE COSTITUZIONALE, SENTENZE NN. 226 e 274 del 2010.

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1.Premessa. La complementarità dei due giudizi.


Con le sentenze in commento, la cui complementarità ne rende opportuna un’analisi congiunta, il Giudice delle leggi si pronuncia, esclusivamente sotto il profilo del rispetto del riparto costituzionale delle competenze, sulla legittimità della disciplina introdotta dalla legge 15 luglio 2009, n. 94 (Disposizioni in materia di pubblica sicurezza) che prevede e regola le cosiddette "ronde", ovvero le associazioni di cittadini chiamate a collaborare con le forze dell'ordine per il controllo del territorio in una logica di sicurezza partecipata.


La legge in esame, introducendo un ulteriore strumento a disposizione dei sindaci per la salvaguardia della sicurezza urbana, si colloca nell’ambito dei cosiddetti “pacchetti sicurezza” approvati in un breve arco temporale tra il 2008 e il 2009 e complessivamente costituiti da tre provvedimenti legislativi recanti tutti giustappunto misure in tema di sicurezza pubblica. Con il primo atto si è modificato il comma 4 dell’articolo 54 del Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali (D.Lgs. n. 267 del 2000) attribuendo ai sindaci, “nella veste di ufficiali del Governo”, il potere di adottare provvedimenti, anche contingibili e urgenti nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento, al fine di prevenire e di eliminare gravi pericoli che minacciano l'incolumità pubblica e la sicurezza urbana” (art. 6 D.L. 23 maggio 2008, n. 92, recante «Misure urgenti in tema di sicurezza pubblica, convertito, con modificazioni, dalla L. 24 luglio 2008, n. 125)». A tale potere di carattere generale si è affiancata la facoltà riconosciuta ai Comuni di servirsi di sistemi di videosorveglianza «per la tutela della sicurezza urbana», come previsto dal comma 7 dell’articolo 6 del D.L. 23 febbraio 2009, n. 11 (Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica e di contrasto alla violenza sessuale, nonché in tema di atti persecutori) convertito con modificazioni dalla L. 23 aprile 2009, n. 38.

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