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PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA E ORDINE GIUDIZIARIO NELL’ERA DI NAPOLITANO (MAGGIO 2006-SETTEMBRE 2013)

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Il saggio analizza il modo in cui sono stati esercitati i poteri del Presidente della Repubblica incidenti sul potere giudiziario durante il mandato di Napolitano. Con riguardo alla Presidenza del CSM, si evidenzia come Napolitano abbia elaborato concrete proposte di innovazione legislativa e organizzativa in tema di ordinamento giudiziario (par. 2) e si censura l’interpretazione del potere consultivo del CSM sugli atti del Governo, rilevandone la contraddittorietà.  
I paragrafi 3 e 3.1. ricostruiscono le modalità di esercizio del potere di grazia, criticando sia la soluzione proposta dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 200 del 2006, sia l’inosservanza, da parte di Napolitano, del vincolo finalistico che la giurisprudenza costituzionale ha posto al potere presidenziale, almeno in occasione dei provvedimenti di clemenza nei confronti del giornalista Alessandro Sallusti e del militare statunitense Joseph Romano. Il paragrafo 3.2. dà conto della questione politica della grazia a Berlusconi e dell’ambigua risposta fornita al riguardo da Napolitano. Gli ultimi due paragrafi ripercorrono la vicenda del conflitto di attribuzione fra Presidente della Repubblica e Procura di Palermo. L’A. cerca di dimostrare che la soluzione data al conflitto dalla sentenza n. 1 del 2013 è sproporzionata, di complessa applicazione e potenzialmente contraddittoria rispetto allo stesso obiettivo di proteggere le prerogative presidenziali da atti intrusivi della magistratura e prospetta una soluzione processuale che avrebbe consentito di perseguire questa medesima finalità sostanziale con minori inconvenienti pratici.

 


The essay aims to show how the President of the Republic Giorgio Napolitano has interpreted and made use of his powers interfering with judiciary. Being by Constitution the President of the Superior Council of the judiciary (CSM), Napolitano has not given a low key reading of that role. On the contrary: from the one side, he tried to be the moderator in the clash between politics and judiciary, even though not always successfully (par. 1). From the other side, he made concrete suggestions to improve efficiency in the judiciary system (par. 2). Par. 2.1 e 2.2 deal with the powers of CSM potentially affecting governmental and parliamentary action, censuring Napolitano’s interpretation of the power of the Council to give advice to Government on legislative acts. Par. 3 and 3.1 examine how Napolitano has been making use of the constitutional power to modify and stop the execution of penalties, both criticizing the decision of the Constitutional Court which asserted that power must be aimed to humanitarian purposes exclusively, and Napolitano himself, who contravened that decision, at least with reference to the cases concerning the journalist Alessandro Sallusti and the U.S. soldier Joseph Romano. Par. 3.2. is devoted to the recent case of the immunity for Berlusconi and to the following ambiguous statement of Napolitano. The last two paragraphs analyze the legal conflict occurred between President Napolitano and the Prosecutor’s office of Palermo and show the contradictions of the Constitutional Court judgment n. 1/2013 resolving that conflict.
 

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