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Giustizia e intelligenza artificiale: un equilibrio mutevole

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Il focus di questo saggio è il rapporto che corre tra il potere giudiziario e l’intelligenza artificiale, che solleva questioni complesse di diritto costituzionale, nazionale ed europeo. In primo luogo, si pone la questione di quali fasi procedurali siano appropriate all'intervento dell'intelligenza artificiale: dovrebbe avvenire durante il momento istruttorio o decisionale? Se quest'ultima fase fosse considerata adeguata, quale ruolo sarebbe ancora lasciato al giudice dinanzi a un'intelligenza che agisce per suo conto? Dal punto di vista dell’architettura istituzionale, una sostituzione completa eserciterebbe pressioni sull'indipendenza del potere giudiziario? I giudici cesserebbero di essere soggetti solo alla legge e sarebbero vincolati alla tecnica che, anche se non ancora entificata in una persona giuridica (modello americano), sarebbe esente dal giudizio di responsabilità politica. Dato questo vuoto di responsabilità, chi sarebbe politicamente e legalmente responsabile della politica giudiziaria? Infine, tale situazione rispetterebbe le garanzie costituzionali inviolabili: la neutralità del processo decisionale e l'uguaglianza dei cittadini dinanzi ai giudici? L'opinione dell'Autrice è che il rapporto tra cervello umano e macchina dovrebbe garantire la prevalenza del primo. Tale principio è necessario per affrontare la fondamentale preoccupazione europea per una rinascita dell'umanesimo al tempo di Internet.

Parole chiave: Intelligenza artificiale; Potere giudiziario; Regolazione precauzionale; Neurodiritti; A.I. Act.

 

Justice and Artificial Intelligence: a changing balance

The primary focus of this essay lies in the relationship between judicial power and artificial intelligence, raising complex issues of constitutional, national, and European law. Firstly, the question arises about which procedural stages are appropriate for the intervention of artificial intelligence: should it take place during the investigative or the decision-making stage? If the latter is considered suitable, which role would be left for the judge before an intelligence acting on their behalf? From an institutional framework perspective, a complete substitution would exert pressure on the independence of the judiciary. Judges would cease being subject only to the law and would be bound by technical means which, even if legally entified (American model), would be exempt from political accountability. Given this accountability vacuum, who would be politically and legally accountable for judicial policy? Finally, would this situation respect inviolable constitutional guarantees: neutrality of decision-making and equality of citizens before Courts? The author’s opinion is that the relationship between human brain and machine should ensure that the former prevails. Such a principle is necessary to address the fundamental European concern for a revival of humanism in the time of the Internet.

Keywords: Artificial intelligence, Judicial power, Precautionary regulation, Neurorights, A.I. Act.

 

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