Il contributo sostiene l’incostituzionalità insanabile del disegno di legge elettorale A.S. 1971, che, nel combinare il premio di maggioranza con “listone” e listine integralmente bloccati, altera il rapporto consenso popolare/rappresentanza parlamentare, ferendo così attributi essenziali del voto: uguaglianza e libertà (art. 48 Cost.). In questa prospettiva si analizzano i principali vizi di costituzionalità, gli effetti sulla forma di governo e la loro ricaduta sugli organi di garanzia. Il lavoro dedica la seconda parte ai possibili rimedi costituzionali, evidenziando i limiti pragmatici del rinvio presidenziale e individuando nel sindacato della Corte costituzionale il principale strumento di tutela, ante e post elezioni. In quest'ultima ipotesi, l’Autrice prospetta il superamento dell'orientamento giurisprudenziale a favore di una maggiore porosità del judicial review alla realtà politica, diversa da quella delle sue precedenti pronunce. Questa apertura al fatto porterebbe a dichiarare illegittimità prima escluse, nonché a elidere il titolo legittimante il Parlamento, presupposto per un ipotetico scioglimento anticipato delle Camere da parte del Capo dello Stato. Il saggio conclude che la riforma dietro l’apparente stabilità sistemica persegue invece l’obiettivo composito di assicurare la permanenza al potere della maggioranza di governo e la sua occupazione degli organi di garanzia. Se ciò accadesse, la democrazia rappresentativa e l’equilibrio costituzionale sarebbero sacrificati da una legge ordinaria, cui sarebbe consentito fare quanto è invece vietato all’art. 138 Cost.: alterare i valori basilari della Repubblica democratica.
Parole chiave: Riforma elettorale – premio di maggioranza – liste bloccate – equilibrio tra i poteri – rimedi ai vizi.
The praise of uniformity of thought: the proposed electoral law
This article argues that Electoral Bill A.S. 1971 is unconstitutional. By combining a majority bonus with a nationwide “super-list” and fully closed lists, it distorts the relationship between votes and parliamentary representation, undermining the constitutional principles of equality and freedom of the vote under Article 48 of the Italian Constitution. The article examines the main constitutional flaws of the reform and their impact on the system of government and the constitutional balance of powers. It then discusses the available constitutional remedies, stressing the limited role of presidential referral and identifying constitutional review as the principal safeguard before and after the elections. In the latter case, it argues for reconsidering the Court's previous case law in light of the changed political context. Finally, it maintains that, behind the declared aim of governmental stability, the reform is designed to secure the current governing majority's continued hold on power and control over the constitutional guarantee institutions, at the expense of representative democracy and the constitutional order. This would allow ordinary legislation to do what is prohibited to art. 138 Cost., as those principles constitute the unamendable core of the democratic Republic.
Keywords: Electoral reform – majority bonus – closed lists – separation of powers – remedies to its vices.




