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IL RUOLO DEL COMITATO EUROPEO DEI DIRITTI SOCIALI AL TEMPO DELLA CRISI ECONOMICA

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Lo scritto descrive anzitutto il sistema di controllo di cui dispone il Comitato europeo dei diritti sociali (CEDS), per ottenere da parte degli Stati contraenti il rispetto, la protezione e la realizzazione dei diritti riconosciuti dalla Carta sociale europea e dalla Carta sociale europea riveduta. Al fine di far apprezzare pienamente il ruolo del Comitato nell’attuale tempo di crisi economica e finanziaria, vengono poi messe in evidenza le peculiarità che ne hanno connotato – e che ne connotano – l’intensa attività; peculiarità che emergono essenzialmente dalle sue conclusioni, in ordine ai rapporti presentati periodicamente dagli Stati, e dalle sue decisioni, in merito ai reclami collettivi che gli vengono indirizzati dalle parti sociali e dalle organizzazioni internazionali non governative abilitate. Si tratta, in specie, del riconoscimento e della delimitazione del principio di non regressione, ricavabile a contrario dall’art. 12, § 3, della Carta, e dell’imposizione di specifici obblighi procedurali a carico degli Stati, funzionali al rispetto dei principî di proporzionalità, di ragionevolezza e dello stesso principio democratico; e quindi di obblighi sostenuti dall’esigenza di verificare la disponibilità di misure d’austerità alternative, idonee a perseguire l’interesse generale con minore sacrificio dei diritti sociali e individuali coinvolti. Nello scritto si auspica, infine, che, per garantire effettivamente i diritti sociali nel nostro ordinamento, si accresca da parte dei giudici comuni, ma soprattutto della nostra Corte costituzionale, la considerazione per la Carta sociale europea e per gli apporti ermeneutici del suo organo di controllo, attraverso, ove occorra, un’inequivoca applicazione del principio della massima espansione delle tutele, che riflette l’esigenza di garantire razionalità e coesione ad un sistema di garanzie ormai internazionalmente integrato, nel quale il nostro Stato si colloca ineluttabilmente.

 

The paper describes the control system of the European Committee of Social Rights (ECSR) aiming to obtain the respect, the protection, and the achievement of the rights recognized by the European Social Charter and the Revised European Social Charter from the Contracting States. In order to fully appreciate the role of the Committee in the current financial and economic crisis, it is also highlighted the peculiarities of the activity that arise primarily from its conclusions with regard to reports submitted periodically by States, and its decisions on collective complaints that are addressed by the social partners and international non-government organizations enabled. It is, in particular, the recognition and delineation of the principle of non-regression, conversely pursuant to Art. 12(3) of the Charter, and the obligation of specific procedural commitments of States, in respect of the principles of proportionality, reasonableness and democratic one; that is, obligations incurred by the need to ensure the availability of alternative austerity measures, most likely to pursue the public interest with less sacrifice of social and individual rights involved. Finally, this paper aims to encourage the reconsideration of  the European Social Charter, and of the hermeneutical contributions of its controlling body, by the ordinary judges – most by the Constitutional Court – in order to effectively guarantee social rights in Italian legal system through a  unequivocal application – where necessary – of the principle of maximum extension of protection, reflecting the need to ensure the rationality and the cohesion to an internationally integrated system of safeguards, in which Italy is already inevitably ranked.

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