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L’INTESA TRA I PRESIDENTI DELLE CAMERE NELLA RIFORMA COSTITUZIONALE: SPUNTI PER UNA RICOSTRUZIONE

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La riforma costituzionale sottoposta al vaglio della consultazione referendaria reca, tra le numerose novità, la previsione di un’intesa fra i Presidenti delle camere per la composizione dei conflitti in ordine all’applicazione del procedimento legislativo paritario. Alla luce dell’asimmetria rappresentativa fra le due camere, di cui la riforma prende atto disegnando il Senato delle autonomie, tale previsione sembra apprestare alla composizione dei rapporti tra centro e periferia spazi inediti, che gli enti territoriali potrebbero sfruttare per rivendicare la propria autonomia verso il governo centrale. La Corte costituzionale, in sede di conflitto di attribuzione, potrebbe giungere a sancire il rango giuridico delle norme sull’intesa sia tra i Presidenti medesimi, sia verso minoranze parlamentari, sia verso i terzi; allargando dunque lo sguardo dell’interprete verso un’idea di Costituzione aperta al pluralismo istituzionale e fondata sulla reciproca autonomia politica, distante dai canoni di una produzione giuridica monistica quale delineatasi nell’ambito della dottrina dello Stato.

 

The constitutional reform currently subjected to referendum provides that conflicts arising between the two Houses concerning the application of the new co-decisional legislative procedure can be solved through an agreement between the respective Speakers. This reform draws an asymmetric representation: deputies in the lower House represent “the Nation”, whereas senators represent territorial entities. Bearing this in mind, the agreement provision may construe new patterns for the relationships between central and local powers in view of an enhanced protection of territorial stances. The Constitutional Court, too, may be called on to assert the fully-fledged legal value of the norms stemming from the inter-Speakers agreement: it would occur through a conflict of powers brought by the Speakers against one another, or by parliamentary minorities, or even by third parties, the latter case affecting ex post the validity of the adopted legislation. The judicialization of the agreement on legislative procedures would certify the fragmentation of the general political representation while paving the way to a plural conception of Constitution, based on the respect for mutual institutional autonomy and aloof from the implications of a monistic law-making, such as the one delineated in the traditional doctrine of the State.

 

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