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CONCORRENZA, STATALISMO E CRISI DELL’AUTONOMIA DEONTOLOGICA

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La compressione degli spazi di autonomia di quelle particolari formazioni sociali che sono gli ordini professionali passa, oltre che per le recenti politiche normative, anche per il tramite delle concrete modalità di svolgimento delle funzioni esercitate dalle autorità indipendenti, ed in particolare dall’Autorità garante per la concorrenza ed il mercato. Attraverso l’uso dei poteri sanzionatori, l’AGCM svolge una funzione conformativa della regolazione dei servizi professionali in grado di “svuotare” l’autonomia deontologica delle categorie professionali. In questo contesto, l’A. recupera la lettura del diritto della concorrenza come nuova forma di governo statale dell’economia elaborata da autorevole dottrina con riferimento al contesto del rapporto tra Stato e Regioni (Tesauro), e la declina in relazione ad una specifica recente casistica, evidenziando i limiti dell’approccio manifestato dall’Autorità garante per la concorrenza e confermato dal Giudice amministrativo. Questo approccio applica ai servizi professionali istituti e meccanismi elaborati in altri contesti e non sembra consapevole della natura normativa e non negoziale dei codici deontologici più volte affermata dalla Corte di cassazione, con esiti assai problematici sul terreno dello straripamento di poteri in danno della cognizione del Giudice di legittimità, che, secondo l’ordinamento vigente, ha l’ultima parola in ordine al controllo della deontologia e delle funzioni disciplinari. Ne risulta una sorta di pericolosa “aggressione” all’autonomia deontologica, che presenta tono costituzionale in quanto colpisce una delle più antiche espressioni del pluralismo democratico, oltre a porsi in controtendenza rispetto ad esigenze di buona regolazione provenienti dagli stessi mercati: le regole deontologiche contribuiscono a preservare un bene giuridico essenziale alle dinamiche di mercato, e cioè la fiducia. Anche sotto una prospettiva interna agli interessi della fluidità delle relazioni economiche, le regole deontologiche si rivelano strumenti preziosi di sostegno e accompagnamento per un assetto efficiente del mercato.

 

 

The shrinking of the autonomy of the social organisms forming the professional bodies can be ascribed to the recently issued government guidelines and to the more operational activity of independent authorities such as the Antitrust Authority (AA, it: AGCM).

In this paper the Author argues that, thanks to its sanctioning power, the Antitrust Authority decisively shapes the norms regulating the rendered professional services, to the extent that it may hinder the autonomy of the code of conduct expected from the above mentioned professional associations. The Author utilizes the jurisprudence regulating the economic competition as envisioned by an authoritative opinion (Tesauro), as a new platform for the government control of the economy in the area of the relationships between central and regional government and applies it to a recent collection of case laws, therefore highlighting the limits of the AA method which was also upheld by the Administrative Judge. The AA method applies to the professional services operational categories developed in a different context and does not appear to be aware of the not negotiable nature of the code of conduct of the professional associations as it has been repetitively upheld by the Court of Cassation. This contrast has rather puzzling and uncertain consequences particularly when it gives rise to an overlap of authority with the Judge of Legitimacy that, by law, must have the last word over the code of conduct of the professional associations and over the possible corrective actions to be taken in case of misconduct. This overlap can be therefore construed as an “aggression” against the autonomy of the code of conduct that targets one of the most ancient expressions of the democratic pluralism and it factually opposes the rules of the market economy; it fails to preserve an essential legal good, the confidence, which is critical for the dynamics of the market economics and for the constitutionally guaranteed rights of the individuals adhering to the professional associations. Finally, it’s the Author’s opinion that the rules of the code of conduct can in turn be crucial to sustain and harmonize the efficiency of the market economy.

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