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Il conflitto tra autorità e regole: il caso del potere di ordinanza

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1. IL CONFLITTO TRA AUTORITA? E FORMA, FRA DECISIONE EFFETTIVA E ATTO LEGITTIMO

2.1. LE DISPOSIZIONI MINORI SUL POTERE DI ORDINANZA

2.2. LE ORDINANZE DEL PREFETTO (TESTO UNICO DELLE LEGGI DI PUBBLICA SICUREZZA)

2.3. LE ORDINANZE DEL SINDACO (TESTO UNICO DEGLI ENTI LOCALI)

2.4. LE ORDINANZE IN MATERIA SANITARIA (TESTO UNICO DELLE LEGGI SANITARIE, LEGGE N. 833 DEL 1978 E D.LGS. N. 112 DEL 1998)

2.5. LE ORDINANZE IN MATERIA AMBIENTALE (LEGGE N. 349 DEL 1986 E D.LGS N. 152 DEL 2006)

3.1. LE ORDINANZE DI PROTEZIONE CIVILE (LEGGE N. 225 DEL 1992)

3.2. LE ESTENSIONI DELLA LEGGE N. 225 DEL 1992 IN TEMA DI «GRANDI EVENTI»

3.3. LA PRASSI ATTUATIVA DELLE ORDINANZE DI PROTEZIONE CIVILE E PER GRANDI EVENTI

4. LA LEGITTIMITA? COSTITUZIONALE DEL POTERE DI ORDINANZA SECONDO IL GIUDICE DELLE LEGGI

5. L’ANTINOMINA FRA IL POTERE “LIBERO” DI ORDINANZA E IL SISTEMA COSTITUZIONALE

6. LA NECESSITA? E? SOLO «UNA PAROLA PER LA VOLONTA? DI POTENZA»

7. L’EQUILIBRIO TRA AUTORITA? E REGOLE: CONSIDERAZIONI FINALI

 

1. Il conflitto tra autorita? e forma, fra decisione effettiva e atto legittimoPer costituzionalismo tradizionalmente intendiamo il movimento culturale che – a partire dalle rivoluzioni liberali del XVII e XVIII secolo1 – propugna «la limitazione legale del potere politico»2 ovvero la costruzione di un sistema di vincoli e controlli giuridici, che salvi l’individuo e le minoranze dall’arbitrio dell’autorita?. L’esistenza dello stato-apparato, dotato di corpi armati organizzati e finalizzati all’uso legittimo della violenza, consiglia di delimitare e condizionare l’azione pubblica all’interno di percorsi predeterminati, secondo il modello del principio di legalita?.Il diritto, in quanto “tecnica del dominio”, di per se? razionalizza in termini di efficienza ed efficacia l’uso della forza legittima ma lo lascia eticamente indifferente. La dimensione normativa arricchisce questa tecnica di principi, come la generalita? e l’astrattezza, che in qualche misura preconizzano l’uguaglianza. Ma solo la scelta di valore, in cui il costituzionalismo consiste –assumendo a parametro un catalogo di principi3 – permette di discernere all’interno delle norme giuridicamente possibili e parimenti legittime: l’autorita?, non piu? legibus soluta, oltre che fonte di regole e precetti indirizzate ai sudditi, ne diviene destinataria.In questo senso il costituzionalismo e? «tecnica della liberta?»4 perche? attraverso la legge fondamentale5 cerca di bilanciare e addomesticare il fondamento stesso della sovranita?6, cioe? il monopolio della forza. Per impedire che l’ente sovrano degeneri nel Leviatano dell’antico testamento7, all’apparato della forza e alla sua cieca vitalita?, occorre contrapporre un apparato di cultura che, nella dimensione giuridica, diviene “forma” della decisione.Le costituzioni rigide del secondo dopoguerra condizionano cosi? (la legittimita? de) l’intero ordinamento giuridico al rispetto di principi supremi che sono posti in modo assiomatico durante la fase costituente. Attraverso il criterio gerarchico esse sottraggono alla disponibilita? dei poteri costituiti uno spettro delle decisioni possibili; e persino il principio democratico – che pure in questa fase storica assume la massima espansione – e? recessivo rispetto alla sovraordinazione formale di quel pantheon di principi.

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