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Stato di necessità e diritti fondamentali. Emergenza e potere legislativo

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Il 2020 sarà ricordato come l’anno della pandemia globale. L’ondata travolgente del virus ha messo sotto stress anche le categorie costituzionali abitualmente adottate nei periodi di tranquillità istituzionale, con un impatto vistoso sulla democrazia parlamentare e sui diritti fondamentali. Le risposte degli ordinamenti costituiscono il tentativo di conciliare il diritto alla salute e alla vita con le altre libertà civili ed economiche. Fin dai tempi dell’antica Roma il diritto è chiamato a fare i conti con l’emergenza.

In effetti lo studio dei fenomeni emergenziali è stato affrontano sul terreno delle cause di giustificazione alle restrizioni delle libertà e alla deroga al principio di separazione dei poteri. La Costituzione italiana scelse di non disciplinare le situazioni di emergenza nazionale. Piuttosto il nuovo Testo si preoccupò di evitare forme di concentrazione di potere nelle mani del governo. Il decreto – legge nasce esclusivamente per fronteggiare fattiemergenziali ma diviene nel tempo una fonte ordinaria di normazione. Il tema della conciliabilità delle fonti emergenziali al quadro costituzionale si è posto in relazione alle fonti adottate per gestire il Covid.

Quella messa a punto ai tempi della pandemia costituisce una inusuale tecnica normativa, che mette in ombra le funzioni del Parlamento. La crisi sanitaria ha prodotto una serie di ripercussioni pesanti anche sulla funzionalità delle Camere ed haposto la questione di aggiornare le modalità di partecipazione ai lavori parlamentari per tempi eccezionali. Nell’era del Coronavirus, Parlamenti di altri ordinamenti hanno fatto ricorso a strumenti di democrazia digitale. Le esperienze comparate mostrano una varietà di soluzioni per la gestione della pandemia. Anche in Italia sarebbe il caso di interrogarsi sul ruolo del Parlamento “ridotto ad un forum” durante la crisi epidemiologica.

 

 

2020 will be remembered as the year of the global pandemic. The overwhelming wave of the virus has also affected the constitutional categories usually adopted in periods of institutional tranquility, with a conspicuous impact on parliamentary democracy and fundamental rights. The responses of the legal systems constitute an attempt to reconcile the right to health and life with other civil and economic freedoms. The law has been called to make for emergencies since the days of ancient Rome.

Indeed, the study of the emergency has been addressed on the ground of the causes of justification for the restrictions of freedoms and the derogation to the principle of separation of powers. The Italian Constitution chose not to regulate situations of national emergency. Rather, the New Text was concerned to avoid forms of concentration of power in the hands of the government. The Italian Constitution chose not to regulate situations of national emergency. Rather, the New text was concerned to avoid forms of concentration of power in the hands of the government. The Decree-Law was created exclusively to deal with emergency events, but over time it became an exceptional ordinary regulation. The theme of the conciliability of the emergency sources to the constitutional framework has arisen in relation to the sources adopted to manage the Covid.

The technique of normalization adopted at the time of the pandemic, which overshadows the functions of Parliament, is unusual. The health crisis also had serious repercussions on the functionality of the Chambers, which raised the question of updating the modalities of participation in parliamentary work for exceptional times. In the Coronavirus era the Parliaments of other orders have resorted to instruments of digital democracy. Comparative experiences show a variety of solutions for the management of the pandemic. Even in Italy, it would be appropriate to question the role of the Parliament "reduced to a forum" in the epidemiological crisis.

 

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Rivista trimestrale inclusa nella classe A delle Riviste scientifiche dell'Area 12 - Scienze giuridiche
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