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L’ESPOSIZIONE DEL CROCEFISSO NELLE AULE SCOLASTICHE: L’ORDINAMENTO ITALIANO E L’ORDINAMENTO SPAGNOLO A CONFRONTO

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SOMMARIO: 1. Premessa – 2. Il “caso Lautsi”: dai rimedi giurisdizionali interni alla sentenza della Grande Chambre della Corte di Strasburgo – 3. Alcune considerazioni – 4. La giurisprudenza spagnola sull’esposizione del crocefisso nelle aule scolastiche – 5. Osservazioni critiche – 6. Riflessioni conclusive.


1. Premessa
Questo lavoro trae spunto dalla sentenza del 18 marzo 2011 della Grande Chambre della Corte europea dei diritti dell’uomo, il cui contenuto è particolarmente rilevante perché risolve il c.d. “caso Lautsi”, sulla compatibilità tra l’esposizione del crocefisso nelle aule di una scuola pubblica e i diritti in materia religiosa, garantiti dalla CEDU.
Le conclusioni raggiunte dai giudici di Strasburgo in merito al ricorso proposto da Soile Lautsi sono piuttosto diverse da quelle a cui è approdata la giurisprudenza spagnola che ha affrontato la medesima questione . Di conseguenza, si ritiene che possa essere interessante ricostruire e illustrare, da una parte, il caso italiano, con particolare riguardo alla giurisprudenza interna ed europea che su di esso si è pronunciata; dall’altra, il caso spagnolo, fermando l’attenzione sulle pronunce dei giudici iberici. Al contempo si cercherà di valutare la tenuta delle “soluzioni” offerte da ciascuno dei due ordinamenti alla luce dei principi di laicità e di libertà religiosa. Quest’ultima sarà riguardata tanto nella sua dimensione positiva, come libertà di professare il proprio credo e di svolgere tutte le attività generalmente collegate ad esso, quanto nella sua dimensione negativa, come libertà di non professare alcuna fede religiosa (o di non manifestarla) e di non svolgere alcuna attività di culto, nonché come libertà dall’esercizio del culto da parte altrui .
Occorre, tuttavia, precisare che i principi appena richiamati si muovono su piani differenti: l’uno – la laicità – concernente il dovere dello Stato di «trattare con eguale rispetto e considerazione» tutte le fedi religiose , trova la sua collocazione “naturale” nella sfera pubblica; l’altro – la libertà religiosa – riguarda, invece, la dimensione personale e, quindi, attiene più propriamente alla sfera privata.
L’assenza di interferenze statali nella libertà religiosa di uno o più individui, dunque, non è di per sé una garanzia del principio di laicità: a ben vedere, come è stato notato in dottrina , è possibile che l’assenza di impedimenti all’esercizio di tale libertà conviva con il riconoscimento di benefici e provvidenze a favore di questa o di quella comunità religiosa.
 

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