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PLURALISMO DEI MEDIA, LIBERTÀ DI ESPRESSIONE E "QUALITÀ" DELLA LEGISLAZIONE: IL CASO "CENTRO EUROPA 7" DI FRONTE ALLA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL'UOMO.

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SOMMARIO: - 1. La vicenda di “Centro Europa 7” di fronte alla giurisdizione italiana e alla Corte di Giustizia UE - 2. La sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo - 2.1. La violazione dell’art. 10 CEDU - 2.2. La violazione dell’art. 1 del Protocollo - 2.3. Il risarcimento - 3. Il pluralismo dei media tra Corte costituzionale, Corte di Giustizia e Corte europea dei diritti dell’uomo - 4. Libertà di espressione e “qualità” della legislazione nella prospettiva della Corte europea.


1. La vicenda di “Centro Europa 7” di fronte alla giurisdizione italiana e alla Corte di Giustizia UE.

Con la sentenza della Grand Chambre del 7 giugno 2012, anche la Corte europea dei diritti dell’uomo si è espressa sul caso “Centro Europa 7”, scrivendo quello che sembrerebbe il capitolo conclusivo di una vicenda complicata e sofferta, trascinatasi per oltre un decennio, e su cui hanno già avuto modo di pronunciarsi il giudice amministrativo italiano, la Corte di giustizia UE e, sia pure non direttamente, anche la Corte costituzionale.


La vicenda è nota, e quindi ci si può limitare a richiamarla per sommi capi: a seguito della partecipazione alla procedura prevista dall’artt. 3, comma 2 della l. n. 249 del 1997, con decreto ministeriale del 28 luglio 1999 la società “Centro Europa 7” si vedeva rilasciare una concessione per la radiodiffusione televisiva in ambito nazionale, che la autorizzava a installare e gestire una rete radiotelevisiva analogica nazionale con una copertura dell’80 per cento del territorio nazionale; per l’effettivo rilascio delle frequenze necessarie alla gestione della rete, la concessione rinviava alle previsioni del piano nazionale di assegnazione delle radiofrequenze adottato dall’AGCOM il 30 ottobre 1998, piano che però, come è noto, non fu mai attuato, a causa della prolungata applicazione del regime transitorio di cui all’art. 3, comma 6 e 7, della stessa l. n. 249 del 1997.
 

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Codice ISSN 2039-8298 (Online). La Rivista dell'Associazione Italiana dei Costituzionalisti è inoltre registrata presso il Tribunale di Roma - n.339 del 05.08.2010.
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