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Le Istituzioni italiane e la crisi libica

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Nell’ambito dei vari rivolgimenti politico-sociali che, a partire dall’inizio del 2011, hanno interessato alcuni Paesi del Nord Africa e del Medio Oriente, il caso della Libia ha assunto connotazioni peculiari tanto per le conseguenze che ne sono derivate sul piano internazionale, quanto per quelle prodotte all’interno dell’ordinamento italiano. La grave crisi umanitaria derivata dall’efferata repressione degli oppositori al regime di Gheddafi ha indotto l’intera comunità internazionale a condannare duramente l’uso della violenza contro i rivoltosi libici. Il 17 marzo 2011, il Consiglio di Sicurezza dell’ONU, preso atto del mancato adeguamento da parte del regime libico alle precedenti richieste formulate con la risoluzione n. 1970 del 26 febbraio 2011 (recante una serie di misure non implicanti l’uso della forza), ha adottato la risoluzione n. 1973, che ha autorizzato il ricorso a «all necessary misures», tranne l’occupazione militare, per garantire la protezione della popolazione civile in Libia. Com’è noto, sulla base di quest’ultima risoluzione, alcuni Stati hanno avviato un’operazione militare, tuttora in corso, sul territorio libico.
Tralasciando la specifica analisi delle misure adottate sul piano internazionale , in questa sede si intende ripercorrere l’evolversi della posizione assunta dalle istituzioni politiche italiane sulla vicenda libica. Pur non entrando nel merito delle tante e complesse questioni che investono l’uso delle forze armate nell’ordinamento costituzionale italiano e attenendosi ad un’obiettiva ricostruzione delle vicende che si sono susseguite a partire dallo scoppio delle rivolte contro il regime di Gheddafi, non si può non evidenziare, sin d’ora, che la partecipazione dell’Italia alle operazioni di risoluzione della crisi internazionale in Libia sia stata e sia tuttora connotata da diversi margini di ambiguità, derivanti anzitutto dalle continue oscillazioni degli organi di indirizzo politico sul grado di partecipazione del nostro Paese alla missione internazionale, oltre che da non trascurabili – ma già note – anomalie procedimentali connesse all’impiego dei nostri militari in missioni all’estero, il tutto “accompagnato” dalla quasi totale assenza di un serio dibattito pubblico sulla grave situazione di tutta la sponda Sud del Mediterraneo.
 

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Codice ISSN 2039-8298 (Online). La Rivista dell'Associazione Italiana dei Costituzionalisti è inoltre registrata presso il Tribunale di Roma - n.339 del 05.08.2010.
Rivista trimestrale inclusa nella classe A delle Riviste scientifiche dell'Area 12 - Scienze giuridiche
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