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La riforma dell'Università: verso l'approvazione dei nuovi statuti

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1. Le prescrizioni normative
La legge 30 dicembre 2010, n. 240, in vigore dal 29 gennaio 2011, recante norme in materia di organizzazione delle università, di personale accademico e reclutamento, nonché delega al governo per incentivare la qualità e l'efficienza del sistema universitario, disciplina all’art. 2 gli organi e l’articolazione interna delle università .
In particolare, le università statali sono tenute, entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge (cioè entro il 29 luglio 2011) a modificare i propri statuti in materia di organizzazione e di organi di governo dell'ateneo, adeguandoli ai principi e criteri direttivi indicati in modo piuttosto dettagliato dallo stesso art. 2, comma 1 . Entro la medesima scadenza, le università statali modificheranno i propri statuti anche in tema di articolazione interna, osservando i vincoli e i criteri direttivi indicati sempre nell’art.2, comma 2. La distinzione terminologica fra principi (comma 1) e vincoli (comma 2) lascerebbe intendere che, per quanto riguarda l’articolazione interna delle università, le prescrizioni della legge n. 240/2010 debbano essere considerate particolarmente stringenti, con buona pace del principio dell’autonomia organizzativa delle università sancito dall’ultimo comma dell’art. 33 Cost.
La procedura per l’adozione delle modifiche statutarie rimane quella già indicata all’art. 6 della legge 9 maggio 1989, n. 168 che per la prima volta ha conferito alle università l’autonomia statutaria, cui la legge 240/2010 espressamente rinvia. Detta procedura, infatti, sufficientemente rispettosa del principio di autonomia universitaria, sebbene consenta al ministro di chiedere un riesame dello statuto per presunti vizi di legittimità o di merito, consente altresì alle università di non tenere conto di tali rilievi. Più nel dettaglio, la procedura di cui alla legge n. 168/1989 prevede che gli statuti e i regolamenti di ateneo siano deliberati dagli organi competenti dell'università a maggioranza assoluta dei componenti. Essi sono trasmessi al ministro che, entro il termine perentorio di sessanta giorni, esercita il controllo di legittimità e di merito nella forma della richiesta motivata di riesame. In assenza di rilievi essi sono emanati dal rettore. Il ministro può per una sola volta, con proprio decreto, rinviare gli statuti e i regolamenti all'università, indicando le norme illegittime e quelle da riesaminare nel merito. Gli organi competenti dell'università possono non conformarsi ai rilievi di legittimità con deliberazione adottata dalla maggioranza dei tre quinti dei suoi componenti, ovvero ai rilievi di merito con deliberazione adottata dalla maggioranza assoluta. In tal caso il Ministro può ricorrere contro l'atto emanato dal rettore per i soli vizi di legittimità in sede di giurisdizione amministrativa. Se non si raggiunge la maggioranza qualificata, le norme contestate non possono essere emanate. Gli statuti delle università sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale, i regolamenti nel Bollettino Ufficiale del Ministero.
 

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Codice ISSN 2039-8298 (Online). La Rivista dell'Associazione Italiana dei Costituzionalisti è inoltre registrata presso il Tribunale di Roma - n.339 del 05.08.2010.
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