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Il futuro dell’Unione europea tra rule of law e rule of people: the winner takes it all? La sentenza della Corte di Giustizia sulle riforme in materia di previdenza sociale della magistratura (C-192/18) e la “saga delle riforme” in Polonia

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Sullo sfondo della “saga delle riforme” in Polonia, il contributo intende promuovere una riflessione sul futuro del rule of law nell’Unione europea. In tale contesto, esso muove dalla considerazione che negli anni successivi alla firma del Trattato di Lisbona in alcuni Sati membri dell’Unione si è andata diffondendo una cultura del rule of majority e con essa l’idea che in definitiva, anche laddove non sia in concreto resa effettiva la garanzia dell’annullamento degli atti contrari alla costituzione, la sovranità del Parlamento assicuri, quale ultima istanza di legittimazione, la legalità e continuità costituzionale dell’azione della maggioranza di turno. Questo, da un lato consiglia di richiamare l’attualità della lezione kelseniana, la quale sottolinea come anche le leggi incostituzionali possono essere valide solo in virtù di una regola della costituzione, seppure all’interno di un’indagine del giuridico che con la purezza epistemologica del diritto enfatizza la dimensione della validità. E come dunque, se esse sono valide, devono pur essere in qualche modo costituzionali. Dall’altro lato, a richiamare l’esigenza di ribadire tutta la imperitura problematicità del rapporto tra democrazia e governo delle leggi, impone di evocare l’appello proposto da Schmitt alla scienza giuridica europea, perché, opponendosi al positivismo della mera sanzione dell’attività normativa e ad ogni strumentalizzazione operata dallo stato legislativo, resti come ultimo custode di una genesi e di uno sviluppo involontario del diritto, del quale essa stessa è autentica fonte.

La complessa vicenda delle riforme in Polonia e più in genere il futuro del rule of law europeo rendono manifesta l’attualità di quella lezione. Sembra infatti che anche la comunità di diritto di nuovo genere costituita nell’Unione europea abbia bisogno di tornare a riflettere sull’alta vocazione spirituale a custodire un modo razionale di essere uomini, e i principi del diritto sui quali esso si fonda e dei quali non deve quindi essere privato e ripetere a sua volta l’appello alla scienza giuridica – e, si direbbe, specialmente nel e attraverso il sistema europeo delle Corti, anche alla giurisprudenza. Se non altro perché proprio un modo razionale di essere uomini e i principi di diritto su cui poggia, quindi il nocciolo indistruttibile di ogni diritto rispetto a qualsiasi attività normativa disgregante, sembrano a ben guardare la prima ragion d’essere per cui gli Stati membri, dopo Auschwitz, hanno costituito l’Unione europea.

Se l’Europa tornerà ad essere generativa di quel nocciolo indistruttibile di diritto, del quale non può fare a meno un modo razionale di essere uomini, dipenderà tra l’altro, nel prossimo futuro, da come verrà in concreto applicato il meccanismo europeo globale per lo Stato di diritto. Certo è che il favor rei nei confronti dell’integrazione europea così come l’Europarechtsfreundlichkeit sembrano da qualche tempo formule private dell’autentico significato costituzionale nell’Unione europea secondo Varsavia...

 

 

The contribution intends to promote a reflection on the future of the rule of law in the European Union against the backdrop of the "saga of reforms" in Poland. In this context, it moves from the consideration that in some member States of the Union a culture of the rule of majority has been spreading in the years following the signing of the Lisbon Treaty and with it the idea that ultimately, even where the guarantee of annulment of acts contrary to the constitution has not been concretely made effective, the sovereignty of the Parliament ensures, as the last instance of legitimacy, the legality and constitutional continuity of the action of the majority in turn. On the one hand, this suggests to recall the relevance of Kelsen's lesson, which underlines as unconstitutional laws can also be valid only by virtue of a rule of the constitution, albeit within an investigation of the juridical that emphasizes the dimension of validity with the epistemological purity of Law. And that therefore, if they are valid, they must be in some way constitutional. On the other hand, to recall the need to reiterate all the imperishable problematic nature of the relationship between democracy and the government of laws, it requires us to evoke the appeal proposed by Schmitt to European legal science, because, opposing the positivism of the mere sanction of legislation and any exploitation carried out by the legislative state, remain as the last guardian of a genesis and an involuntary development of law, of which it is itself an authentic source.

The complex story of the reforms in Poland and more generally the future of the European rule of law make clear the relevance of that lesson. Indeed, it seems that the new-genre community of law established in the European Union needs to reflect again on the high spiritual vocation to preserve a rational way of being human, and the principles of law on which it is based and that it can’t renounce or to be deprived of. It also must repeat the appeal to legal science - and, one would say, especially in and through the European court system, also to jurisprudence. At least because it is precisely a rational way of being human and the principles of law on which it rests, therefore the indestructible core of every right with respect to any disintegrating regulatory activity, seem to be the first raison d'etre for which the Member States formed the European Union, after Auschwitz. Whether Europe will once again be generative of that indestructible core of law, which a rational way of being human cannot do without, will depend, among other things, in the near future, on how the global European mechanism for the state of law will be applied in practice. What is certain is that the favor rei towards European integration as well as the Europarechtsfreundlichkeit have seemed to be formulas deprived of the authentic constitutional meaning in the European Union according to Warsaw for some time…

 

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