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L’ENIGMA DELLA GIUSTIZIA COSTITUZIONALE EUROPEA: CONTROLLO SENZA COSTITUZIONE, STRUTTURA COSTITUENTE PARADOSSALE O MESSIANISMO COSTITUZIONALE?

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Spesso si parla di “giustizia costituzionale” per riferirsi alla Corte di giustizia dell’Unione europea. Per gli uni è un’evidenza, per gli altri sarebbe un errore, per altri ancora una impostura. Le divergenze di posizioni toccano un elemento fondamentale del sistema giuridico dell’Unione e sollevano quindi interrogazioni importanti. Esprimono l’entusiasmo degli uni come lo scetticismo o l’opposizione degli altri. Intanto la natura della giurisdizione rimane un enigma - un enigma giuridico.

L’enigma risulta dal fatto che il concetto di “giustizia costituzionale” e di “corte costituzionale” non è interno al sistema concettuale dei trattati e che non ha senso, ceteris paribus, applicare ad un oggetto dell’ordinamento Europeo una definizione legale desunta da una qualsiasi costituzione nazionale. D’altro canto l’uso comune del termine “corte costituzionale” si riferisce implicitamente a dati estratti degli ordinamenti conoscendo questa struttura. La domanda sarebbe allora, però, quale “Corte costituzionale” è veramente une corte costituzionale – anche se si chiama così – e se altri oggetti giuridici – ad esempio il “Consiglio costituzionale” francese non potrebbero ugualmente pretendere questo titolo. Per uscire delle considerazioni circolari, conviene ricostruire il problema in sede teorica e comparatista. L’oggetto “Corte di giustizia” dovrà essere confrontato con i modelli della giustizia costituzionale, facendo apparire che essa non gli corrisponde, però anche che le sue funzioni sono spesso viste in un modo paradossale senza grande forza esplicativa. 

Per risolvere l’enigma propongo di partire, invece, da una teoria del decentramento che permetta nel modo più plausibile d’identificare le specifiche funzioni della Corte di giustizia e così di differenziarla meglio dalle corti costituzionali nazionali.

 

The term „constitutional justice“ is often used with respect to the Court of Justice of the European Union. It is evident to some, an error to others, to others again, an imposture. The differences in approach concern fundamental elements of the legal order of the Union and raise thus highly important questions. They express either enthousiasme or scepticism and opposition. So far, the nature of the European jurisdiction remains an unresolved enigma, a legal enigma.

This mystery results from the fact that the very concepts of „constitutional justice“ and  „constitutional court“ are not part of the conceptual system of the Treaties and that it makes little sense, all things equal, to apply a definition induced from whatever national constitution to an object of the European legal order. On the other hand, the use of the term „constitutional court“ refers implicitly to elements of legal orders presenting this very structure. The question would then become which „constitutional court“ really is a constitutional court – independently of the name it may bear – and if other legal objects as for instance the French Constitutional Council may not have a justified claim to pertain to this category. In order to escape the circularity, one needs to reconstruct the problem in the terms of Legal Theory and Comparative Law. The object „Court of Justice“ has to be confronted with the models of constitutional justice. This will make appear that they don’t correspond and also that many functions of the Court are seen in a paradoxal way with poor explicative power. 

In order to resolve the enigma, I propose to restate the question in the frame of a theory of decentralisation allowing to plausibly identify the specific functions of this jurisdiction and hence to better differentiate it from national constitutional courts.

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