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Regionalismo differenziato e materia sanitaria

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L’articolo ragiona sull’attuazione dell’art. 116, comma 3, Cost. con particolare riferimento alla materia sanitaria. Richiamati i principali tentativi, non riusciti, di attivazione della clausola costituzionale precedenti alle procedure in corso, gli Autori ripercorrono i passaggi della trattativa che attualmente coinvolge le Regioni Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto, discutendo sinteticamente le diverse concezioni del regionalismo differenziato emergenti da tale trattativa e dal dibattito scientifico che la accompagna. L’attenzione si concentra quindi sui contenuti dei pre-accordi e delle bozze di intesa riguardanti la tutela della salute. L’analisi dei testi disponibili mostra che in questo settore il maggior rischio della differenziazione ex art. 116 consiste nella possibilità che previsioni generiche e ambigue delle intese (in particolare concernenti i fondi integrativi, l’esercizio in regime intramurario della libera professione medica, la compartecipazione al costo delle prestazioni e le regole sulla loro remunerazione) aprano a prospettive di decostruzione del Servizio sanitario nazionale, consentite dalla indeterminata derogabilità da parte delle Regioni interessate di principi e limiti che garantiscono i caratteri fondamentali di un sistema universalistico, a governo pubblico, finanziato dalla fiscalità generale.

 

 

The article discusses the implementation of the art. 116, paragraph 3 of the Constitution, with particular reference to the healthcare sector. Having recalled the main unsuccessful past attempts to activate the constitutional clause, the Authors retrace the steps of the negotiation that currently involves the Regions of Emilia-Romagna, Lombardia and Veneto, synthetically discussing the different conceptions of “asymmetric regionalism” emerging from this negotiation and from the scientific debate related. Then the article focuses on the contents of pre-agreements and drafts of agreement regarding health protection. The analysis of the available texts shows that in this sector the greatest risk of the current proceeding consists in the possibility that generic and ambiguous provisions of the agreements (in particular concerning supplementary insurance funds, the exercise of the free medical profession in the “intramoenia” regime, the co-pay fees and the rules about services’ remuneration) allow a progressive deconstruction of the National Health Service.

 

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